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Cannabigerolo contro l’obesità: un nuovo studio rivela come gli estratti di Cannabis ricchi di CBG attaccano il grasso corporeo

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Uno studio recentemente pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences esplora il potenziale antiobesità degli estratti di Cannabis sativa a predominanza di CBG (cannabigerolo)

La ricerca, intitolata “Comparative anti-obesity potential of cannabigerol-dominant Cannabis sativa L. inflorescence extracts via differential regulation of lipid metabolism in 3T3-L1 cells” (potenziale antiobesità comparativo degli estratti di infiorescenze di Cannabis sativa L. attraverso la regolazione differenziale del metabolismo lipidico nelle cellule 3T3-L1), è stata condotta da scienziati dell’Università di Wonkwang e di istituzioni collaboranti in Corea del Sud. Utilizzando un modello di laboratorio ampiamente riconosciuto di sviluppo delle cellule grasse, il team ha studiato come gli estratti ricchi di cannabigerolo (CBG) influenzano le vie molecolari legate all’obesità.

Sebbene le scoperte rimangano limitate alle condizioni in vitro, i risultati suggeriscono che gli estratti a prevalenza di CBG possono regolare la formazione delle cellule adipose, l’immagazzinamento dei lipidi e il dispendio energetico attraverso diversi meccanismi complementari.

Obesità e ricerca di terapie multi-target

L’obesità è un disturbo metabolico cronico caratterizzato da un eccessivo accumulo di grasso e strettamente associato a diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Le strategie farmacologiche esistenti, come i bloccanti del recettore CB1 o gli agonisti del recettore GLP-1, possono essere efficaci, ma sono spesso accompagnate da effetti collaterali significativi o costi elevati.

In questo contesto, i ricercatori sono sempre più interessati a composti di origine vegetale in grado di colpire simultaneamente diverse vie metaboliche. La Cannabis sativa contiene un’ampia gamma di molecole bioattive, tra cui i principali cannabinoidi come il CBD e il THC, oltre a composti minori come il CBG, CBC e CBN.

Mentre il CBD è già stato studiato per il suo potenziale ruolo nel ridurre la lipogenesi e promuovere la lipolisi, gli effetti metabolici del CBG sono molto meno conosciuti. Il nuovo studio cerca di colmare questa lacuna.

Quattro estratti, un cannabinoide dominante

I ricercatori hanno preparato quattro estratti da infiorescenze di Cannabis sativa a dominanza di CBG, usando etanolo a concentrazioni del 30%, 50%, 70% e 99,5%. Questi sono stati etichettati come EC30, EC50, EC70 e EC99.5.

L’analisi chimica mediante UPLC ha confermato la presenza di sette cannabinoidi, con il CBG e il suo precursore acido del CBGA come costituenti predominanti. È stato rilevato anche il cannabicromene (CBC). Va notato che la concentrazione totale di CBG è aumentata parallelamente alla concentrazione di etanolo, con un picco nell’estratto di etanolo al 99,5%.

Questa correlazione si è rivelata importante: l’estratto contenente la più alta concentrazione di cannabinoidi, il CE99,5, ha mostrato costantemente la più alta attività biologica negli esperimenti successivi.

Blocco della differenziazione delle cellule grasse

Per valutare l’attività anti-obesità, il team ha utilizzato la linea cellulare 3T3-L1, un modello standard in vitro per lo studio della differenziazione degli adipociti. Questi pre-adipociti possono essere indotti a maturare in cellule adipose, imitando gli aspetti chiave dell’adipogenesi.

In tutti e quattro gli estratti, i ricercatori hanno osservato un’inibizione dose-dipendente della differenziazione delle cellule adipose. La colorazione con Oil Red O, che misura l’accumulo di lipidi, ha rivelato che il CE99.5 ha ottenuto la maggiore soppressione, inibendo la differenziazione fino al 62% alle concentrazioni testate.

È importante notare che la vitalità cellulare è rimasta superiore al 90% alla maggior parte delle concentrazioni di CE30, CE50 e CE70, mentre il CE99.5 ha mantenuto una vitalità accettabile a dosi moderate. Ciò suggerisce che l’effetto inibitorio non è semplicemente dovuto alla citotossicità.

Regolazione della adipogenesi e della lipogenesi

A livello molecolare, gli estratti hanno ridotto significativamente l’espressione di marcatori chiave dell’adipogenesi e della lipogenesi.

Geni come PPARγ e C/EBPα, regolatori chiave della formazione degli adipociti, sono stati marcatamente downregolati dopo il trattamento, in particolare con il CE99,5. Allo stesso modo, i fattori lipogenici, tra cui SREBP-1c e FAS, che regolano la sintesi degli acidi grassi, sono stati significativamente soppressi.

L’analisi delle proteine ha confermato questi risultati. In alcuni casi, il CE99.5 ha ridotto l’espressione delle proteine adipogeniche di oltre l’80% rispetto alle cellule differenziate non trattate.

Nel complesso, questi risultati indicano che gli estratti di Cannabis sativa a dominanza di CBG possono interferire sia con la formazione di nuove cellule adipose sia con la sintesi di lipidi al loro interno.

Stimolazione della lipolisi e della doratura del grasso bianco

Oltre a inibire la formazione di grasso, lo studio ha anche esaminato se gli estratti potessero migliorare la scomposizione dei lipidi e il dispendio energetico.

Gli enzimi lipolitici HSL (lipasi ormonosensibile) e ATGL (lipasi dei trigliceridi adiposi), essenziali per la scomposizione dei trigliceridi, sono risultati significativamente aumentati dopo il trattamento. Nelle cellule trattate con CE99.5, i livelli di proteina ATGL sono aumentati fino a 11,7 volte rispetto ai controlli differenziati.

Gli estratti hanno anche aumentato i marcatori associati all’imbrunimento del tessuto adiposo bianco, tra cui UCP1 e PGC-1α. L’imbrunimento si riferisce al processo attraverso il quale le cellule di grasso bianco adottano le caratteristiche delle cellule di grasso bruno, diventando più metabolicamente attive e in grado di dissipare energia sotto forma di calore.

Nell’estratto più efficace, i livelli di proteina UCP1 sono aumentati di quasi nove volte. Secondo gli autori, questa duplice azione – riduzione dell’accumulo di lipidi e potenziamento dell’utilizzo dei lipidi e della termogenesi – suggerisce un profilo metabolico “multi-target”.

Il ruolo del cannabigerolo e l’effetto entourage

Sebbene gli estratti contengano diversi cannabinoidi, i ricercatori sottolineano il ruolo centrale del CBG come componente dominante. Fanno inoltre riferimento al concetto di “effetto entourage“, in base al quale diversi cannabinoidi e terpenoidi interagiscono sinergicamente per produrre risultati farmacologici più ampi.

Ricerche precedenti hanno suggerito il coinvolgimento del CBG nella regolazione metabolica e nella resistenza all’insulina, ma gli studi meccanici approfonditi sono stati limitati. Questo nuovo lavoro supporta l’idea che le formulazioni a prevalenza di CBG possano influenzare il metabolismo lipidico attraverso la modulazione coordinata di adipogenesi, lipogenesi, lipolisi e vie termogeniche.

Tuttavia, gli autori sono attenti a notare che l’estratto rappresenta una miscela complessa. Il contributo specifico di ciascun cannabinoide minore deve essere chiarito da ulteriori ricerche su composti isolati.

Limitazioni delle prove in vitro

Nonostante i risultati promettenti, lo studio rimane limitato agli esperimenti su colture cellulari. Il modello 3T3-L1 è ampiamente utilizzato per studiare la biologia degli adipociti, ma non può riprodurre la complessità del metabolismo di un intero organismo.

I ricercatori riconoscono che sono necessari ulteriori studi in vivo per valutare la sicurezza a lungo termine, la farmacocinetica e gli effettivi risultati metabolici. Rimangono inoltre domande sul dosaggio ottimale, sulla biodisponibilità e sulle potenziali interazioni con altre vie metaboliche.

Tuttavia, questi risultati contribuiscono alla letteratura scientifica dedicata allo studio dei cannabinoidi non intossicanti diversi dal CBD, in particolare nel contesto della salute metabolica.

Una nuova direzione per la ricerca sui cannabinoidi?

Mentre l’interesse per i cannabinoidi minori continua a crescere, studi come questo evidenziano come gli estratti di Cannabis sativa possano agire su più bersagli biologici contemporaneamente. Sebbene la traduzione clinica sia ancora lontana, i dati suggeriscono che gli estratti ricchi di CBG potrebbero rappresentare una nuova via di ricerca nel campo dell’obesità.

Per il settore della cannabis, le implicazioni in questa fase sono in gran parte scientifiche piuttosto che commerciali. Lo studio non avalla prodotti specifici o indicazioni terapeutiche, né suggerisce alcuna applicazione clinica immediata.

Tuttavia, mappando il modo in cui gli estratti a dominanza di cannabigerolo interagiscono con le vie metaboliche lipidiche fondamentali, la ricerca fornisce una base per indagini future, che potrebbero in ultima analisi chiarire se i cannabinoidi minori possono svolgere un ruolo nella gestione delle malattie metaboliche.

Per ora, in condizioni di laboratorio, gli estratti di Cannabis sativa ricchi di CBG hanno dimostrato effetti misurabili e multipathways sulla biologia delle cellule adipose.

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