La Corte Suprema del Nebraska ha appena posto fine a una battaglia legale durata due anni sulla legalizzazione della cannabis terapeutica. In una sentenza unanime emessa il 4 settembre, i sette giudici hanno confermato la validità delle due leggi approvate dagli elettori nel 2024, respingendo le accuse di frode che ne minacciavano la validità.
Una vittoria giudiziaria per gli elettori del Nebraska
Il caso verteva principalmente sulla validità delle firme raccolte durante la campagna volta a inserire le due iniziative nelle schede elettorali del 2024. Ex politici e autorità statali avevano contestato la procedura, invocando in particolare frodi e irregolarità nel lavoro dei notai.
In una sentenza di 49 pagine, il presidente della Corte Suprema Jeffrey Funke ha tuttavia concluso che il tribunale di primo grado non aveva commesso alcun errore nel rifiutare di invalidare in blocco le firme associate ad alcuni notai.
La decisione conferma quindi il risultato delle elezioni del 2024, durante le quali gli elettori hanno approvato due proposte di legge volte a legalizzare e regolamentare la cannabis terapeutica in Nebraska.
«Non si è mai trattato di difendere la legge del Nebraska. Si trattava di stabilire se una manciata di rappresentanti eletti potesse avvalersi dei tribunali per scavalcare la volontà del popolo.»
Crista Eggers, direttrice esecutiva di Nebraskans for Medical Marijuana, ritiene che la decisione metta fine a un tentativo di mettere in discussione il voto popolare. Ha dichiarato: «Oggi, la massima autorità giudiziaria del nostro Stato ha affermato ciò che è ovvio: non possono farlo.»
L’attuazione della cannabis terapeutica può proseguire
La decisione della Corte Suprema arriva mentre la Medical Cannabis Commission, istituita dagli elettori, prosegue il proprio lavoro normativo. La commissione sta preparando, in particolare, nuove norme che consentano di riscuotere le tasse relative alle richieste di licenze. Il processo è ancora in corso e la prossima riunione è prevista per il 14 settembre.
Il governatore Jim Pillen e il procuratore generale Mike Hilgers avevano già approvato alcune norme elaborate dalla commissione, in particolare il avvio della coltivazione di cannabis a scopo medico. Nonostante la sua opposizione alla decisione giudiziaria, Hilgers ha dichiarato che lo Stato rispetterà d’ora in poi la normativa vigente.
«Non siamo d’accordo con la decisione del tribunale, ma rispetteremo la legge così com’è attualmente», ha dichiarato.
Il Nebraska entra ora in una nuova fase: dopo la battaglia per ottenere la legalizzazione della cannabis terapeutica, la sfida è ora quella di tradurre il risultato elettorale in un accesso concreto per i pazienti.