Cannabis in Giamaica

La Giamaica facilita l’accesso dei piccoli coltivatori al mercato della cannabis

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La Giamaica prosegue il proprio impegno per integrare i piccoli coltivatori nel proprio mercato legale della cannabis. A sei anni dal lancio di iniziative volte a facilitare l’ingresso dei produttori tradizionali nel settore regolamentato, il Paese compie un ulteriore passo avanti con due nuovi provvedimenti volti a ridurre gli ostacoli finanziari e amministrativi che ancora permangono.

Promossa dalla Cannabis Licensing Authority (CLA), l’autorità giamaicana incaricata del rilascio delle licenze, questa riforma introduce in particolare permessi specifici, assistenza tecnica e possibilità di coltivazione collettiva. Essa si inserisce in una revisione più ampia della normativa nazionale, con un obiettivo: sviluppare la produzione legale evitando al contempo che i coltivatori storici di ganja rimangano esclusi dal mercato regolamentato.

Una questione che non è nuova

La questione dell’integrazione dei piccoli produttori non è nuova in Giamaica. Già dal 2020, il governo cercava già di facilitarne l’ingresso nel mercato legale, in particolare attraverso il programma Alternative Development Programme (ADP). Tale programma aveva lo scopo di accompagnare i coltivatori provenienti da comunità tradizionalmente legate alla produzione di cannabis verso il sistema regolamentato.

Le nuove misure annunciate nel 2026 proseguono quindi una politica avviata da diversi anni, ma cercano di rispondere in modo più diretto alle difficoltà che permangono: costo delle licenze, requisiti tecnici, investimenti necessari e complessità amministrativa.

Due nuove licenze per i coltivatori giamaicani

La riforma, riportata da High Times, si basa principalmente su due strumenti: il Cultivator’s Transitional Special Permit, destinato ai coltivatori individuali, e lo Special Community Permit, concepito per i produttori che desiderano associarsi.

Il primo offre ai piccoli coltivatori un periodo di transizione di due anni per sviluppare la propria attività e raggiungere progressivamente gli standard richiesti per una licenza tradizionale. Durante questo periodo, possono beneficiare del supporto tecnico della CLA e vendere la propria produzione sul mercato legale.

Per essere idonei, è necessario in particolare avere almeno 18 anni, risiedere in Giamaica e disporre di almeno mezzo acro di terreno, ovvero circa 2.000 m². Non è tuttavia obbligatorio essere proprietari: può essere sufficiente un contratto di locazione o un’autorizzazione scritta del proprietario del terreno.

A lungo termine, l’obiettivo è accompagnare questi coltivatori verso l’ottenimento di almeno una licenza di coltivazione di livello 1.

«Ciò riduce anche gli ostacoli finanziari per i partecipanti, che avranno accesso al nostro team tecnico, potranno vendere ganja all’interno dell’area autorizzata e, lo ripeto, questa licenza è gratuita», ha dichiarato Farrah Blake, direttrice generale della CLA.

Secondo le autorità giamaicane, nell’ambito di questo regime transitorio non sono richieste spese di iscrizione né di licenza.

Fino a 4 ettari per i progetti comunitari

Lo Special Community Permit si basa su una logica collettiva. Diversi coltivatori tradizionali possono riunirsi in un’entità registrata, mettere in comune le proprie risorse e coltivare insieme fino a 4 ettari di cannabis.

Anche in questo caso, la CLA non addebita alcuna tassa di licenza. I gruppi interessati hanno inoltre accesso a un supporto tecnico e possono commercializzare la propria produzione nel circuito regolamentato.

Questo approccio mira a superare uno dei principali ostacoli incontrati dai piccoli produttori giamaicani. Le spese relative alla sicurezza, alle infrastrutture, alle pratiche amministrative e alla messa a norma possono rappresentare un investimento difficilmente sostenibile per una piccola azienda agricola.

Durante un tour organizzato dalla CLA a settembre, Shandel Hannam, responsabile delle operazioni dell’autorità, ha sintetizzato l’obiettivo: «Queste autorizzazioni sono state create per consentire l’accesso al settore a chi non ha necessariamente i mezzi per ottenere le licenze standard.»

L’integrazione di nuovi produttori risponde anche a un’esigenza del mercato. Secondo la CLA, circa il 70% degli operatori del settore sono rivenditori. Il numero di coltivatori autorizzati rimane quindi relativamente basso rispetto ai punti vendita da rifornire.

Licenze di coltivazione ora valide per tre anni

Le nuove licenze si accompagnano a una riforma più generale della normativa giamaicana sulla cannabis terapeutica.

Le licenze di coltivazione, precedentemente valide un anno, vengono ora rilasciate per tre anni, come le altre categorie di autorizzazioni. Un cambiamento che dovrebbe limitare le pratiche di rinnovo e offrire maggiore visibilità agli operatori.

Sono state adottate anche altre misure: l’armonizzazione a sei piedi dell’altezza delle recinzioni imposte alle aziende agricole, la creazione di tessere professionali per i dipendenti del settore e la possibilità per i rivenditori autorizzati di effettuare consegne ai propri clienti.

L’introduzione di queste autorizzazioni non risolve tuttavia tutte le difficoltà incontrate dai produttori tradizionali. Maurice Ellis, presidente della Ganja Growers and Producers Association of Jamaica, ritiene in particolare che i coltivatori abbiano ancora bisogno di procedure semplificate, di sostegno finanziario e tecnico e di sbocchi concreti per integrare i propri raccolti nel circuito legale.

Con questa riforma, la Giamaica cerca quindi di risolvere uno dei paradossi del proprio settore: costruire un mercato della cannabis regolamentato ed economicamente sostenibile senza escludere i piccoli produttori che per generazioni hanno plasmato la coltivazione della pianta sull’isola.

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