Cannabis in Colombia

L’Uruguay rilancia il suo progetto per consentire l’accesso legale alla cannabis ai turisti

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L’Uruguay sta nuovamente valutando la possibilità di consentire ai turisti stranieri di acquistare cannabis legale. Già discussa nel 2021, questa apertura del mercato regolamentato potrebbe questa volta concretizzarsi con un semplice decreto, senza passare attraverso una riforma legislativa.

A quasi 13 anni dall’essere diventato il primo paese al mondo a legalizzare la cannabis per uso adulto a livello nazionale, l’Uruguay sta quindi valutando di far evolvere un modello che oggi rimane riservato ai propri cittadini e ai residenti permanenti.

La cannabis legale presto accessibile ai turisti?

Il 5 ottobre 2026, Martín Rodríguez, direttore esecutivo dell’Istituto per la regolamentazione e il controllo della cannabis (IRCCA), ha confermato nel programma 8AM che le autorità stanno valutando la possibilità di aprire il mercato legale ai visitatori stranieri.

Secondo lui, questa evoluzione potrebbe essere attuata tramite decreto dell’esecutivo, una procedura che consentirebbe di modificare le condizioni di accesso alla cannabis senza dover necessariamente avviare un nuovo dibattito parlamentare.

L’obiettivo dichiarato è quello di consentire ai turisti di beneficiare di un approvvigionamento legale e controllato, con garanzie simili a quelle di cui godono i consumatori già autorizzati. Per il momento non è stata indicata alcuna data e le modalità pratiche restano da definire, in particolare per quanto riguarda l’identificazione degli acquirenti, la loro eventuale registrazione e le quantità che potrebbero acquistare.

Una proposta già sul tavolo nel 2021

L’apertura della cannabis legale ai turisti non è tuttavia un’idea nuova in Uruguay. Come riportato da Newsweed nel dicembre 2021, diversi parlamentari del Frente Amplio, tra cui Eduardo Antonini, Sebastián Sabini e Alejandro Sánchez, avevano presentato un progetto di legge volto a consentire ai visitatori stranieri di acquistare cannabis nelle farmacie e nei club di consumatori.

Il testo prevedeva inoltre di rendere più flessibili le norme che regolano i Cannabis Club, portando la loro capienza massima da 45 a 200 membri e il numero di piante autorizzate da 99 a 300.

All’epoca, i sostenitori del progetto sottolineavano in particolare i potenziali benefici economici del turismo della cannabis, in un Paese che cercava di rilanciare la propria attività turistica dopo la pandemia di Covid-19.

Cinque anni dopo, l’idea torna quindi sul tavolo, ma con un approccio diverso. Laddove la proposta del 2021 prevedeva una modifica più ampia del quadro giuridico, le autorità stanno ora valutando una soluzione normativa più mirata.

Chi può acquistare cannabis in Uruguay oggi?

A partire dalla legalizzazione approvata nel 2013, l’Uruguay ha istituito un sistema di accesso alla cannabis particolarmente regolamentato. Ai sensi del decreto 120/014, solo i cittadini uruguaiani e gli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno permanente possono accedere al mercato della cannabis per uso adulto, a condizione di avere almeno 18 anni. Per acquistare cannabis in farmacia, i consumatori devono in particolare presentare una carta d’identità uruguaiana valida e un documento che attesti la residenza.

Il sistema si basa su tre canali di approvvigionamento distinti:

  • Le farmacie autorizzate, che distribuiscono cannabis agli acquirenti registrati.
  • L’autocoltivazione, riservata ai privati autorizzati.
  • I club di cannabis, che coltivano collettivamente per i propri membri.

Queste tre modalità di accesso si escludono a vicenda: un consumatore non può essere iscritto contemporaneamente in più categorie. I turisti, anche se soggiornano legalmente nel Paese, rimangono quindi esclusi dal sistema.

Verso la fine della registrazione obbligatoria?

Oltre all’apertura ai turisti, Martín Rodríguez ha anche accennato a un’evoluzione più profonda del modello uruguaiano: la possibile abolizione della registrazione obbligatoria dei consumatori.

Il direttore dell’IRCCA si è detto personalmente favorevole a questa prospettiva a lungo termine, precisando tuttavia che ciò richiederebbe una modifica della legge. In particolare, ha sottolineato il contrasto tra le condizioni imposte per l’acquisto di cannabis e quelle applicabili ad altri prodotti legali, come l’alcol, il cui acquisto non richiede la previa iscrizione in un registro.

Tale riforma rimane tuttavia distinta dal progetto attualmente all’esame, che mira innanzitutto ad ampliare l’accesso al mercato esistente.

Un mercato legale che supera i 120.000 iscritti

Questa riflessione arriva mentre il mercato legale della cannabis uruguaiana continua a svilupparsi. Secondo i dati riportati da Uypress, alla fine di aprile 2026 l’Uruguay contava 120.083 persone registrate nel proprio sistema di regolamentazione.

Tra queste, 88.955 erano registrate per acquistare cannabis in farmacia, 20.798 appartenevano a club di cannabis e 10.330 erano registrate come autocoltivatori.

Queste cifre corrispondono alle persone autorizzate ad accedere al sistema e non necessariamente al numero di consumatori abituali.

L’inclusione dei turisti potrebbe ampliare la clientela del mercato regolamentato e offrire ai visitatori un’alternativa legale ai circuiti clandestini. Resta da vedere quali condizioni adotterà il governo e se questo nuovo tentativo avrà esito positivo, a cinque anni dalle prime proposte parlamentari.

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