Un nuovo studio scientifico condotto da ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder suggerisce che lo stato infiammatorio di una persona potrebbe giocare un ruolo importante nel modo in cui la cannabis influisce sui sintomi di ansia e sulla qualità del sonno. I risultati suggeriscono che i prodotti ricchi di CBD possono fornire miglioramenti più consistenti dell’umore e del sonno rispetto ai prodotti a prevalenza di THC
Pubblicato da un team guidato da Jonathon K. Lisano, lo studio ha esaminato il modo in cui l’infiammazione interagisce con i cannabinoidi come THC e CBD nelle persone affette da ansia. Sebbene lo studio non abbia trovato prove che la cannabis riduca direttamente l’infiammazione nel tempo, ha mostrato che i livelli di infiammazione di base possono influenzare il modo in cui le persone rispondono al consumo di cannabis.
Cannabis, ansia e sonno: un argomento di ricerca in crescita
I disturbi d’ansia colpiscono una percentuale significativa della popolazione e sono spesso accompagnati da problemi di sonno. Ricerche precedenti hanno dimostrato che molti pazienti riferiscono di usare prodotti a base di cannabis per gestire entrambi i problemi.
L’infiammazione è sempre più studiata come fattore biologico legato agli affetti negativi, che comprendono sintomi di depressione, ansia e stress, nonché una scarsa qualità del sonno. Questi processi coinvolgono molecole infiammatorie chiamate citochine, che vengono rilasciate dalle cellule immunitarie.
Poiché il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) hanno dimostrato proprietà antinfiammatorie in ricerche di laboratorio, gli scienziati hanno ipotizzato che possano influenzare l’umore e il sonno in parte attraverso meccanismi legati al sistema immunitario.
Per esplorare questa ipotesi, i ricercatori hanno reclutato 171 adulti con ansia lieve o più grave e li hanno seguiti per quattro settimane.
Sono stati testati tre tipi di prodotti a base di cannabis
I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi: un gruppo di non utilizzo e tre gruppi assegnati a diverse varietà di cannabis:
- Fiore a dominanza di THC (24% THC)
- Fiore a predominanza CBD (24% CBD)
- Una varietà equilibrata THC + CBD (12% THC e 12% CBD)
I prodotti sono stati acquistati da dispensari legali in Colorado, permettendo ai partecipanti di usarli liberamente e naturalmente per un periodo di quattro settimane, piuttosto che a dosi controllate.
I ricercatori hanno misurato diversi indicatori all’inizio e alla fine dello studio:
- Affetto negativo, utilizzando la Depression Anxiety and Stress Scale (DASS-21)
- Qualità del sonno, utilizzando il PSQI (Pittsburgh Sleep Quality Index)
- Livelli di infiammazione, misurati in base alle citochine circolanti in campioni di sangue
L’infiammazione non è cambiata, ma le risposte sono state diverse
Uno dei risultati chiave dello studio è stato che il consumo di cannabis non ha alterato significativamente i livelli di citochine durante il periodo di quattro settimane. In altre parole, i livelli complessivi di infiammazione dei partecipanti sono rimasti sostanzialmente stabili, indipendentemente dal consumo di cannabis.
Tuttavia, i ricercatori hanno osservato che lo stato infiammatorio di base influenzava i risultati psicologici.
I partecipanti che hanno consumato cannabis a prevalenza di CBD o prodotti bilanciati THC + CBD hanno mostrato una consistente riduzione degli effetti negativi, indipendentemente dal fatto che i loro livelli di infiammazione fossero bassi, medi o alti.
Al contrario, la cannabis a prevalenza di THC ha prodotto risultati più variabili. Un miglioramento dell’umore è stato osservato soprattutto nei partecipanti con livelli medi di infiammazione, ma non in modo consistente in quelli con livelli particolarmente bassi o alti di citochine.
Rispetto al gruppo dei non consumatori, coloro che consumavano cannabis ricca di CBD hanno registrato una maggiore diminuzione dei punteggi di depressione e ansia.
Anche la qualità del sonno è migliorata in alcuni gruppi
Lo studio ha anche esaminato i cambiamenti nella qualità del sonno. I partecipanti che non facevano uso di cannabis non hanno mostrato miglioramenti significativi nel sonno durante le quattro settimane, indipendentemente dal loro stato infiammatorio.
Nei consumatori di cannabis, i risultati del sonno variavano a seconda della composizione del prodotto e dei livelli di infiammazione.
Il miglioramento del sonno è stato osservato in tutti i gruppi di consumatori di cannabis quando i partecipanti avevano livelli di infiammazione medio-alti, ma i miglioramenti maggiori e più consistenti si sono verificati nei gruppi a dominanza di CBD e THC + CBD bilanciati.
Nelle persone con infiammazione molto bassa, la cannabis ha avuto pochi effetti misurabili sulla qualità del sonno.
Una possibile spiegazione per i risultati contrastanti della ricerca
I ricercatori suggeriscono che questi risultati potrebbero aiutare a spiegare perché gli studi scientifici su cannabis e ansia producono spesso risultati contrastanti.
Le differenze biologiche individuali, come lo stato infiammatorio, possono influenzare il modo in cui le persone rispondono ai diversi cannabinoidi. Il CBD, in particolare, ha dimostrato in precedenti studi di laboratorio di influenzare le vie immunitarie legate all’infiammazione.
Sebbene i meccanismi esatti rimangano poco chiari, gli autori concludono che l’infiammazione può agire come moderatore piuttosto che come bersaglio diretto degli effetti della cannabis.
Nonostante questi risultati promettenti, lo studio ha diverse limitazioni. I partecipanti hanno usato solo prodotti a base di fiori e lo studio è durato solo quattro settimane, il che significa che gli effetti a lungo termine rimangono sconosciuti.
Gli autori notano anche che il dosaggio e il momento dell’uso non erano standardizzati, il che riflette il consumo effettivo ma limita i confronti accurati.
Tuttavia, questa ricerca fornisce nuove prove che suggeriscono che i prodotti di cannabis ricchi di CBD possono avere effetti più ampi sull’umore e sul sonno rispetto alle varietà a prevalenza di THC, in particolare nelle persone con ansia.
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