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Elezioni legislative in Italia e prospettive di legalizzazione della cannabis

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Prospettive per la legalizzazione della cannabis in Italia
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In Italia il consumo di cannabis è un’abitudine consolidata. La cannabis è la sostanza illegale più diffusa nel Paese, con circa il 9,8% degli italiani che ne fa uso, ovvero 6,1 milioni di persone.

Mentre esistono iniziative cittadine per la legalizzazione, che mostrano un sostegno popolare abbastanza rapidamente fermato dalla Corte Costituzionale, il dibattito sostanziale sulla legalizzazione della cannabis non è mai stato veramente avviato in Italia, nonostante il fatto che la Direzione Nazionale Antimafia si sia espressa a favore della legalizzazione.

Per quanto riguarda la cannabis terapeutica, i pazienti devono far fronte alla carenza di cannabis terapeutica, che viene per lo più importata. L’esercito italiano è attualmente l’unico produttore nazionale e sta lottando per soddisfare la domanda, anche se il meccanismo di licenza è in atto per consentire ad altre aziende di produrre.

Le prossime elezioni legislative in Italia, innescate dalla caduta del governo Draghi alla fine di luglio, determineranno il corso della politica italiana nei prossimi anni. Una panoramica dei diversi partiti italiani e della loro visione sulla cannabis.

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A destra, il mantenimento dello status quo

Alcuni membri dei partiti di destra hanno timidamente iniziato a rivedere le loro posizioni, soprattutto sulla cannabis terapeutica. Tuttavia, i leader del partito rimangono chiaramente contrari a qualsiasi cambiamento.

Per Silvio Berlusconi, “legalizzare la cannabis trasformando il consumo di droga in un comportamento socialmente accettato e accettabile mi sembra un grave errore, culturale prima che giuridico”. Le droghe, anche quelle leggere, sono il contrario della libertà, e a questo aggiungo la dignità della persona.

Matteo Salvini, della Lega Nord, aveva dichiarato guerra ai negozi di cannabis light. dice da parte sua: “Sono personalmente contrario! Sarei favorevole alla legalizzazione e alla regolamentazione della prostituzione, perché fino a prova contraria il sesso non fa male, la cannabis sì. E se i medici dicono che fa bene alla guarigione… Per carità, ma assolutamente non per intrattenimento!

Giorgia Meloni, capo del partito di estrema destra Fratelli d’Italia, è sulla stessa linea: “Fratelli d’Italia ha votato contro il disegno di legge sulla coltivazione e somministrazione della cannabis per uso terapeutico perché i contorni della legge sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per scopi ricreativi”.

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Maggiore apertura a sinistra

Nelle ultime tre legislature, l’argomento della legalizzazione è stato adottato da diversi partiti, tra cui i Radicali, il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico (PD) e altri principalmente di sinistra.

Tra i sostenitori della legalizzazione in prima linea c’è +Europa che, nel suo programma elettorale, scrive: “Promuoviamo strategie di legalizzazione e regolamentazione dell’uso di droghe per ridurre i danni del consumo personale, in nome della libertà individuale, della lotta alla criminalità e ai profitti delle narco-mafie, della tutela della salute pubblica, del libero accesso alle cure e della libertà di ricerca sull’uso medico e scientifico di queste sostanze”.

Altri partiti, come Possibile e Potere al Popolo, ma anche Verdi e Sinistra Italiana, sostengono nei loro programmi la legalizzazione della cannabis e la creazione di vere e proprie filiere dal punto di vista della canapa industriale per rilanciare l’economia italiana. Enrico Letta, segretario del PD, ha dichiarato: “Nel quadro delle politiche di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, riteniamo che sia giunto il momento di legalizzare l’autoproduzione di cannabis per uso personale e di garantire effettivamente la cannabis terapeutica ai pazienti che ne hanno bisogno”.

Infine, il M5S, che ha presentato il suo programma intitolato “Dalla parte giusta”, ha incluso la cannabis prevedendo una riforma che mira a regolamentare la coltivazione della cannabis per uso personale.

Un futuro governo formato da una maggioranza antiproibizionista potrebbe davvero portare al cambiamento desiderato dalla maggioranza della popolazione? L’Italia si unirà all’iniziativa presa da Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta, che lo scorso luglio si sono incontrati per discutere la legalizzazione del consumo di cannabis a scopo ricreativo? E se invece venisse eletta una maggioranza di proibizionisti?

Domande a cui il tempo risponderà.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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