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Italia: il Ministro della Salute sospende il decreto che classifica il CBD come narcotico

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Italia: il Ministro della Salute sospende il decreto che classifica il CBD come narcotico
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Sollievo per l’industria italiana del CBD. Il Ministero della Salute ha annullato il decreto che, a partire dal 30 ottobre, avrebbe dato il colpo di grazia al mercato italiano dei fiori di canapa a basso THC, classificando il CBD come stupefacente.

Apparentemente emesso in preparazione all’introduzione sul mercato italiano di , un olio con un alto contenuto di CBD prescritto per forme specifiche di epilessia, il decreto originale implicava che il CBD sarebbe stato considerato un narcotico anche nei prodotti industriali dove il composto è presente in quantità inferiori.

Il decreto ha dichiarato che le “composizioni per la somministrazione orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis” rientrano nella tabella dei “medicinali a base di sostanze attive narcotiche”.

Il 28 ottobre il Ministero della Salute ha quindi firmato un nuovo decreto che sospende il precedente, con l’intenzione di convocare un gruppo di lavoro per affrontare la questione “in modo sistematico e completo”.

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In particolare, invita l’Istituto Superiore di Sanità e il Consiglio Superiore di Sanità ad esprimersi, con una rivalutazione globale, sull’aggiornamento delle tabelle dei medicinali e a valutare “se gli effetti del principio attivo cannabidiolo rimangono invariati indipendentemente dalla percentuale del suo uso”.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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