La Corea del Sud si appresta a modificare il proprio approccio alla cannabis terapeutica. Di fronte all’aumento del numero di pazienti e al costo dei trattamenti importati, il Ministero coreano per la sicurezza alimentare e dei medicinali (MFDS) sta lavorando alla creazione di un quadro normativo che consenta la ricerca, la coltivazione e la produzione nazionale di medicinali a base di cannabis.
L’obiettivo non è quello di allentare in generale la legislazione sulla cannabis, ma di costruire una filiera farmaceutica rigorosamente controllata, in particolare incentrata sul CBD (cannabidiolo).
Una dipendenza dalle importazioni ormai costosa
Dal 2019, le autorità sudcoreane consentono l’accesso all’Epidiolex, un farmaco a base di CBD utilizzato in particolare nel trattamento di alcune forme gravi di epilessia. Il prodotto rimane tuttavia interamente importato, il che espone il sistema sanitario a costi elevati e a una catena di approvvigionamento fragile.
Secondo il Korea Orphan & Essential Drug Center, nel primo trimestre del 2026 l’Epidiolex è stato prescritto in media più di 300 volte al mese. Il suo utilizzo cresce di oltre il 10% all’anno e i pazienti di età inferiore ai 18 anni rappresentano il 67% dei casi. Parallelmente, le richieste di rimborso all’assicurazione sanitaria sono passate da 4,9 miliardi di won nel 2021 a oltre 10 miliardi nel 2024.
Questa dipendenza da un fornitore straniero costituisce inoltre un rischio in caso di interruzioni logistiche o industriali.
«Se dovessero verificarsi problemi di produzione o di approvvigionamento presso i fornitori stranieri, o se la logistica internazionale fosse interrotta da epidemie o da un conflitto armato, i pazienti nazionali potrebbero avere difficoltà a ricevere le forniture in tempo, e la struttura monopolistica dell’approvvigionamento limita anche le trattative sui prezzi», ha spiegato Mun Eun-hui, direttrice della divisione per le politiche in materia di stupefacenti del MFDS.
Il Parlamento sta valutando una revisione del quadro giuridico
Questa riflessione si sta ora concretizzando sul piano legislativo. A marzo, Seo Mi-hwa, deputata del Partito Democratico della Corea, e Kim Hyeong-dong, deputato del Partito del Potere Popolare, hanno presentato entrambi degli emendamenti alla Legge sul controllo degli stupefacenti. I testi prevedono in particolare di rivedere la classificazione del CBD e di autorizzare la coltivazione di cannabis destinata alla produzione di materie prime mediche.
La questione del controllo rimane tuttavia centrale. La coltivazione, l’estrazione, il trasporto e la trasformazione dovrebbero essere oggetto di un monitoraggio specifico al fine di evitare la diversione delle piante o delle materie prime verso usi non autorizzati.
«L’essenziale è mantenere il quadro normativo di base applicabile alla cannabis, gestendo al contempo l’intero processo, dalla coltivazione all’estrazione, passando per la produzione di farmaci e il loro utilizzo da parte dei pazienti, affinché i componenti necessari dal punto di vista medico possano essere utilizzati come farmaci», precisa Mun Eun-hui.
Andong, laboratorio della futura filiera coreana
Per elaborare questo modello, le autorità dispongono già di un terreno di sperimentazione: Andong, nella provincia di Gyeongsang del Nord. Dal 2020 la città ospita una zona regolamentata speciale dedicata alla cannabis terapeutica.
Il progetto copre diverse fasi, dalla coltivazione all’estrazione delle materie prime fino allo sviluppo farmaceutico. Gli impianti sono sorvegliati, l’accesso è limitato e ogni pianta riceve un identificativo individuale che ne garantisce la tracciabilità durante la coltivazione e il trasporto.
Questa esperienza dovrà ora contribuire a definire le future norme nazionali, in particolare in materia di videosorveglianza, controllo degli accessi e monitoraggio dei volumi prodotti.
In preparazione una produzione coreana di CBD farmaceutico
Il settore privato sta già anticipando questa evoluzione. NeoCannBio, specializzata nell’estrazione di CBD puro, prevede di costruire ad Andong un impianto conforme alle norme GMP (Good Manufacturing Practice) di circa 5.000 m². I lavori dovrebbero iniziare a ottobre, con completamento previsto entro la fine del 2027.
L’emergere di una produzione locale di CBD di qualità farmaceutica potrebbe consentire alle aziende coreane di sviluppare farmaci generici dell’Epidiolex, ma anche nuovi medicinali. NeoCannBio punta in particolare a una riduzione dei prezzi di oltre due terzi rispetto ai trattamenti importati.
La riforma rimane subordinata all’adozione delle modifiche legislative e all’istituzione di un sistema di controllo completo. Segna tuttavia una svolta significativa: la Corea del Sud cerca ora di conciliare il proprio quadro normativo particolarmente rigoroso in materia di cannabis con la creazione di una filiera nazionale di approvvigionamento medico.