Di fronte all’inasprimento dei controlli sui prodotti alimentari a base di CBD, una nuova iniziativa promossa da produttori francesi intende riportare la battaglia sulla scena pubblica. Chiamato Le Champ d’en Face, questo collettivo sovra-sindacale di coltivatori di canapa e canapa francese mira a difendere l’industria combinando advocacy politica, mobilitazione dei cittadini e… gastronomia.
Sviluppata e ospitata da L’Herbe en France, un marketplace che mira a federare i produttori francesi di canapa CBD, la piattaforma si presenta come uno strumento messo a disposizione dell’intero settore.
“Stiamo mettendo i nostri strumenti a disposizione dell’industria perché nessun altro lo sta facendo”, spiegano i suoi fondatori, essi stessi membri del collettivo.
Un’ispirazione da Parmentier
Il nome e l’approccio del progetto si ispirano direttamente a un famoso episodio della storia francese. Nel XVIII secolo, l’agronomo e farmacista Antoine-Augustin Parmentier si propose di riabilitare la patata, allora ampiamente rifiutata e circondata da credenze negative.
Per convincere le élite delle sue qualità, Parmentier moltiplicò le dimostrazioni pubbliche e organizzò cene a cui parteciparono scienziati, personalità influenti e leader politici. Sostenuto da Luigi XVI, riuscì gradualmente a trasformare l’immagine di un tubero considerato pericoloso in un alimento che oggi è un punto fermo della gastronomia francese.
Per gli iniziatori del Champ d’en Face, il parallelo con la canapa è evidente. Come la patata all’epoca, la canapa oggi soffre di una reputazione in gran parte scollegata dalla realtà dei suoi usi alimentari e agricoli.
“Tables du Chanvre” in tutta la Francia
L’iniziativa più originale del collettivo si basa sull’organizzazione di cene chiamate “À la Table du Chanvre”.
Il principio è semplice: riunire attorno allo stesso tavolo produttori, chef, giornalisti, avvocati, scienziati, rappresentanti eletti locali, funzionari governativi e attori economici per scoprire gli usi culinari della canapa.
Foglie, fiori ed estratti possono essere inseriti in menu appositamente studiati per l’occasione.
Il collettivo spera di moltiplicare questi eventi in diversi dipartimenti francesi e sta già invitando i produttori interessati a organizzare le proprie edizioni regionali, supervisionate e accompagnate da Champ d’en Face.
“Un tavolo in più significa una regione in più sulla stampa”, riassume la piattaforma.
Nel suo appello, Le Champ d’en Face dichiara di accogliere rappresentanti eletti di tutte le provenienze repubblicane, pur rivendicando un approccio apartitico.
Risposta al piano di controllo della DGAL
A parte l’evento, la creazione del collettivo arriva in un momento particolarmente teso per il settore.
Da metà maggio 2026, il piano di controllo rafforzato della Direzione Generale degli Alimenti (DGAL) ha preso di mira i prodotti alimentari contenenti CBD. I produttori denunciano una rigida interpretazione dei regolamenti europei sui Novel Food che minaccia una parte importante dell’economia del benessere della canapa in Francia.
Le Champ d’en Face ha così pubblicato un pezzo di opinione sul suo sito intitolato “Vietare una tisana non ha mai fermato un trafficante”. Il testo ritiene che le autorità stiano sbagliando bersaglio, concentrando i loro sforzi sui prodotti agricoli legali piuttosto che sui cannabinoidi sintetici o sui mercati illeciti.
In particolare, il collettivo chiede la sospensione del piano di controllo 2026, una chiara distinzione tra prodotti agricoli naturali e cannabinoidi sintetici e l’apertura di una consultazione nazionale con i produttori.
Per sostenere questa campagna, la piattaforma offre anche ai cittadini la possibilità di firmare un’opinione, di interrogare direttamente i propri parlamentari e di partecipare a diverse attività di sensibilizzazione.
Come Parmentier più di due secoli fa, i coltivatori di canapa francesi sperano ora che il cambiamento di percezione derivi tanto dall’educazione quanto dall’esperienza. Alla fine, la canapa commestibile diventerà ciò che è diventata la patata: un prodotto pienamente accettato nel paesaggio francese.