Ad oggi, quasi la metà degli Stati Uniti consente già il consumo adulto di cannabis, e quasi tutti hanno una qualche forma di accesso alla cannabis terapeutica.
Quest’anno, il contesto della riclassificazione federale della cannabis potrebbe accelerare le cose e incoraggiare gli Stati recalcitranti ad autorizzare almeno l’uso medico della cannabis.
Cannabis medica: pressione crescente negli Stati proibizionisti
Idaho, Kansas e Caroline
I sostenitori dell’Idaho stanno portando avanti un’iniziativa referendaria che creerebbe un programma medico strettamente regolamentato. Allo stesso tempo, i legislatori hanno introdotto un emendamento costituzionale concorrente volto a impedire qualsiasi futura legalizzazione guidata dagli elettori, sottolineando la posizione difensiva che ancora prevale in alcune legislature.
In Kansas, l’opinione pubblica non è più un ostacolo. I sondaggi mostrano un sostegno schiacciante all’accesso medico, ma gli sforzi legislativi sono ripetutamente falliti. Il governatore Laura Kelly ha apertamente chiesto una riforma, ma i leader del Senato rimangono divisi, con alcuni oppositori che collegano la legalizzazione alla criminalità nonostante le prove limitate.
Anche la Carolina del Nord e la Carolina del Sud potrebbero subire cambiamenti. In North Carolina, il governatore Josh Stein ha avvertito che l’attuale mercato non regolamentato della canapa intossicante crea rischi per i consumatori e compromette la sicurezza pubblica. Il governatore della Carolina del Sud Henry McMaster, pur essendo cauto, ha riconosciuto che esiste un caso “convincente” per l’uso medico, una dichiarazione insolita in uno Stato in cui l’opposizione delle forze dell’ordine ha a lungo dominato il dibattito.
Il passo lento del Wisconsin
In Wisconsin, la cannabis medica rimane in stallo nonostante la discussione bipartisan e il sostegno pubblico. I leader repubblicani di entrambe le camere hanno riconosciuto che la questione non scomparirà, anche se continuano a bloccare i voti. La ridefinizione dei distretti e l’imminente corsa alla presidenza potrebbero cambiare il calcolo politico, soprattutto perché il vicino Illinois trae benefici economici dal turismo transfrontaliero della cannabis.
Cannabis ricreativa: gli Stati chiave da tenere d’occhio
Florida, Hawaii, New Hampshire e Pennsylvania
Tra gli Stati che stanno considerando di legalizzare la cannabis per l’uso da parte degli adulti, la Florida rimane uno dei più seguiti. È improbabile che i legislatori agiscano direttamente, ma un’iniziativa referendaria sostenuta dalla campagna Smart & Safe Florida potrebbe dare agli elettori un’altra possibilità di esprimersi. Una misura simile è fallita nel 2024 nonostante il sostegno della maggioranza, non raggiungendo la soglia del 60% richiesta per un emendamento costituzionale. Le sfide legali e l’opposizione politica, in particolare del governatore Ron DeSantis, continuano a offuscare le prospettive.
Nelle Hawaii, gli sforzi legislativi si sono ripetutamente arenati, ma lo slancio sta lentamente riprendendo. Il governatore Josh Green è favorevole alla legalizzazione e alcuni legislatori stanno considerando di sottoporre la questione direttamente agli elettori. Tuttavia, le divisioni all’interno della Camera dei Rappresentanti, in particolare tra i membri di Oahu, rimangono un ostacolo importante.
il New Hampshire illustra un’altra tendenza ricorrente: il forte sostegno della Camera, unito alla resistenza del Senato e a un governatore apertamente ostile. Sono state introdotte diverse proposte di legge per il 2026, tra cui quella di sottoporre la legalizzazione a un voto a livello statale. Come ha dichiarato senza mezzi termini un legislatore durante un’audizione in commissione, la strategia potrebbe essere quella di costringere gli oppositori a bloccare pubblicamente una politica che gode di un chiaro sostegno popolare.
In Pennsylvania, il dibattito è sempre più incentrato sulla politica fiscale. La Camera ha già approvato una legge sulla legalizzazione, ma è stata respinta dal Senato, controllato dai repubblicani. I sostenitori della legalizzazione sostengono che la vendita regolamentata della cannabis potrebbe generare un significativo gettito fiscale, mentre gli scettici citano il divieto federale esistente, anche se dovrebbe essere allentato, come motivo di cautela.
La Virginia e la questione dell’accesso al dettaglio
La Virginia presenta un caso unico. Il possesso e la coltivazione domestica di cannabis sono legali dal 2021, ma la vendita al dettaglio rimane vietata. Il governatore uscente Glenn Youngkin ha posto il veto a diversi tentativi di stabilire un mercato commerciale. La situazione potrebbe cambiare con il governatore eletto Abigail Spanberger, che ha espresso un sostegno condizionato alle vendite regolamentate, ponendo l’accento sugli standard di etichettatura e sulle entrate fiscali dedicate. Una proposta recentemente pubblicata da un comitato statale potrebbe finalmente far avanzare il processo nel 2026.
La legalizzazione in declino: un segnale debole in alcuni Stati
Una nuova categoria di Stati sta emergendo quest’anno: quelli che accolgono le iniziative volte a far retrocedere le leggi esistenti. Arizona, Maine e Massachusetts hanno tutti iniziative attive o in via di definizione per smantellare parti del loro quadro normativo relative all’uso da parte degli adulti. Queste proposte in genere mantengono il possesso, ma eliminano la vendita commerciale, il che equivale a recriminare il mercato senza ripristinare completamente la proibizione.
Nel Massachusetts, dove le vendite di droga per adulti hanno raggiunto gli 8 miliardi di dollari, i regolatori hanno avvertito che l’abrogazione potrebbe mettere a rischio i finanziamenti per i programmi di salute pubblica e di abuso di sostanze.
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