Taiwan potrebbe presto revocare le patenti di guida alle persone condannate per aver fatto uso di cannabis all’estero, anche se tale uso è legale nel Paese in questione.
La proposta, annunciata dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di Taiwan (MOTC), fa parte di una più ampia iniziativa per inasprire le pene per la guida sotto l’effetto di droghe, a seguito di una serie di incidenti stradali di alto profilo che hanno coinvolto sostanze stupefacenti.
In base agli emendamenti proposti alla legge sulla gestione del traffico stradale e sulle sanzioni, le autorità avrebbero nuovi poteri per sospendere o ritirare le patenti sulla base di prove di consumo di droga, indipendentemente dal fatto che la persona sia stata sorpresa o meno a guidare sotto l’effetto di stupefacenti.
La misura ha attirato l’attenzione perché potrebbe colpire i cittadini e i residenti taiwanesi che consumano legalmente cannabis quando viaggiano in Paesi in cui è consentito l’uso ricreativo o medico, in modo simile a quanto già avviene in Corea del Sud.
La cannabis rimane un narcotico di categoria 2 a Taiwan
Nonostante il crescente numero di giurisdizioni nel mondo che hanno legalizzato o regolamentato la cannabis, Taiwan mantiene un rigido approccio proibizionista. In base alla legge sulla prevenzione del rischio di stupefacenti, la cannabis è classificata come stupefacente di categoria 2 e il suo uso è soggetto a severe sanzioni penali.
Il possesso, il consumo, la coltivazione e il trasporto di prodotti a base di cannabis rimangono illegali a Taiwan. Il disegno di legge mira a estendere le conseguenze pratiche di questa proibizione prendendo di mira le persone che tornano dall’estero con tracce rilevabili di cannabis nel loro organismo.
Secondo Tsao Chin-wei, un alto funzionario del Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni (MOTC), i cittadini taiwanesi devono continuare a rispettare la legislazione nazionale, indipendentemente dal fatto che la sostanza sia legale o meno in un altro Paese.
Sono state sollevate domande su come il governo intenda affrontare i casi di consumo legale all’estero. Tsao ha dichiarato che le sanzioni amministrative saranno applicate solo se la polizia taiwanese confermerà il consumo di droga e segnalerà il caso attraverso un sistema di notifica inter-agenzie. Se le autorità possono verificare che il consumo è avvenuto interamente al di fuori della giurisdizione di Taiwan e scelgono di non presentare tale rapporto, le autorità dei trasporti non procederanno alla sospensione o alla revoca della patente di guida.
Pene più severe per la guida sotto l’effetto di droghe
Le modifiche proposte vanno oltre la cannabis e si applicherebbero anche ai consumatori di altre sostanze controllate. Le persone condannate per uso di droghe di categoria 1 o 2 potrebbero vedersi ritirare la patente di guida, anche se non sono state colte in flagrante. Una proposta che ricorda quella di Laurent Nuñez, il nostro attuale Ministro degli Interni.
Per le sostanze classificate come stupefacenti di categoria 3 o 4, le autorità avrebbero la possibilità di sospendere la patente di guida.
Taiwan sta anche progettando di aumentare considerevolmente le sanzioni per gli automobilisti sorpresi a guidare sotto l’effetto di droghe. Le attuali sospensioni della patente, che vanno da uno a due anni, saranno sostituite da una revoca totale, accompagnata dal divieto di richiedere una nuova patente per tre anni.
Anche le sanzioni pecuniarie aumenterebbero in modo significativo. I conducenti di auto potrebbero incorrere in multe fino a 120.000 dollari taiwanesi (circa 4.000 euro), mentre i motociclisti potrebbero essere multati fino a 90.000 dollari taiwanesi (circa 3.000 euro). Anche i passeggeri adulti che viaggiano consapevolmente con un conducente sotto l’effetto di droghe potrebbero essere soggetti a sanzioni pecuniarie.
Le autorità stanno anche valutando se confiscare i veicoli coinvolti in casi di guida in stato di ebbrezza.
Gli emendamenti proposti dovrebbero essere presentati allo Yuan esecutivo di Taiwan prima di essere esaminati dal legislatore. Il governo spera che queste nuove misure possano essere adottate ed entrare in vigore entro la fine del 2026.