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Bedrocan in una situazione di stallo a causa dell’incertezza sulla cannabis terapeutica

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Bedrocan, uno dei nomi più noti nel settore europeo della cannabis terapeutica, ha ottenuto una sospensione dei pagamenti nei Paesi Bassi, mentre la pressione finanziaria sull’azienda si fa sempre più pesante. Questa procedura riguarda Bedrocan Nederland e Bedrocan International, mentre le sue filiali in Danimarca e in Canada non sono interessate.

Il produttore olandese, che dal 2003 fornisce cannabis terapeutica standardizzata per conto del governo, si trova ora in una situazione difficile tra la scadenza di un contratto governativo e i ritardi nelle riforme normative che avrebbero dovuto aprirgli nuove opportunità commerciali.

La sospensione dei pagamenti offre a Bedrocan una tregua temporanea, il tempo necessario per esaminare le possibili soluzioni con la direzione, i creditori e i clienti. Sebbene tali procedure possano precedere un fallimento, l’azienda spera ancora di trovare una via d’uscita.

La portavoce Femke Starrenburg ha definito questa situazione «un barlume di speranza».

Da fornitore del governo all’incertezza normativa

Per oltre due decenni, Bedrocan ha occupato un posto speciale nel sistema olandese della cannabis terapeutica. I suoi prodotti venivano forniti tramite l’Ufficio per la cannabis medica (BMC), che supervisiona la produzione, il commercio e l’esportazione di cannabis medica nei Paesi Bassi.

Il governo olandese ha cercato di riformare questo modello e di concedere maggiore libertà ai produttori per commercializzare direttamente i propri prodotti. Un cambiamento del genere richiede tuttavia una modifica alla legge sull’oppio, in particolare per autorizzare le vendite dirette alle farmacie nei Paesi Bassi e all’estero.

Secondo Bedrocan, la riforma sta richiedendo molto più tempo del previsto, e una decisione è ora attesa non prima del 2028.

«Il ritardo di questa modifica legislativa ci ha messo in una situazione molto difficile. E ora stiamo incontrando dei problemi.»

Nel contempo, il contratto di Bedrocan con il governo è scaduto a gennaio. Questa doppia situazione ha lasciato l’azienda con un volume di ordini nazionali insufficiente a coprire i propri costi, secondo Starrenburg. La coltivazione della cannabis, particolarmente dispendiosa in termini energetici, comporta elevati costi di elettricità che gravano pesantemente sulle finanze dell’azienda.

Le esportazioni internazionali al centro delle difficoltà di Bedrocan

La perdita delle esportazioni dai Paesi Bassi sembra avere conseguenze particolarmente gravi. In precedenza, Bedrocan esportava ingenti volumi di cannabis terapeutica tramite il BMC, con i mercati internazionali che rappresentavano una quota significativa della sua attività.

L’azienda aveva anticipato i cambiamenti del sistema olandese e si era espansa all’estero, insediandosi in Danimarca e in Canada. Il suo sito danese può esportare verso i mercati europei, in particolare Germania e Italia, ma la sua capacità rimane limitata.

«Ma si tratta di un piccolo sito e non possiamo rifornire né l’Europa né il resto del mondo da lì. Per farlo, abbiamo semplicemente bisogno dei Paesi Bassi.»

La sospensione riguarda attualmente gli stabilimenti di produzione olandesi di Bedrocan a Zuidwending ed Emmeloord, nonché i suoi uffici a Veendam e Amsterdam. In totale, queste attività rappresentano poco meno di 70 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno.

L’approvvigionamento di cannabis terapeutica suscita preoccupazioni tra i pazienti

Al di là delle finanze di Bedrocan, la situazione solleva interrogativi sulla continuità dell’approvvigionamento olandese di cannabis terapeutica. Secondo l’azienda, circa 7.000 pazienti utilizzano attualmente cannabis terapeutica prescritta da un medico, in particolare persone affette da epilessia, dolori cronici e sclerosi multipla.

Bedrocan ha concordato con il Ministero olandese della Salute, del Benessere e dello Sport di costituire delle scorte. Tuttavia, l’azienda precisa che i suoi prodotti attuali hanno una durata di conservazione di circa un anno, il che potrebbe creare difficoltà qualora la produzione olandese dovesse interrompersi prima dell’introduzione di un nuovo quadro normativo.

Le associazioni dei pazienti e l’associazione di categoria Hollandbio hanno sollevato la questione presso i legislatori olandesi, mentre esponenti di diversi partiti hanno interrogato il governo in merito alle future forniture.

Una delle opzioni prese in considerazione consiste nell’importare cannabis terapeutica per compensare un eventuale calo della produzione nazionale, un approccio fortemente criticato da Bedrocan.

«Quando abbiamo letto questo nella lettera del ministro alla Camera dei rappresentanti, siamo rimasti davvero sbalorditi. Nei Paesi Bassi disponiamo di un produttore esperto , dotato di tutte le strutture necessarie, in grado di risolvere questo problema, eppure vogliono rifornirsi all’estero. Lo troviamo inspiegabile.»

Per il momento, la sospensione dei pagamenti concede a Bedrocan il tempo di valutare se le sue attività nei Paesi Bassi possano essere preservate. La situazione del produttore illustra in ogni caso già le difficoltà legate al passaggio da un modello di approvvigionamento pubblico rigorosamente regolamentato a un mercato della cannabis terapeutica più aperto, il cui quadro normativo tarda, in questo caso, a concretizzarsi.

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