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Cannabis in Nepal: la Corte Suprema apre la strada a una legalizzazione storica

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Legalizzazione della coltivazione della cannabis in Nepal
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A quasi cinque decenni da quando il Nepal ha vietato la coltivazione e il commercio di cannabis, la Corte Suprema del Paese ha ordinato al governo di istituire un quadro normativo che disciplini gli usi medici, scientifici e industriali della cannabis.

La sentenza, emessa inizialmente il 18 maggio 2025, è stata resa pubblica solo alla fine di ottobre 2026. La sua pubblicazione è stata ritardata a causa di un incendio divampato presso la Corte Suprema durante le manifestazioni del settembre 2025, che ha impedito l’accesso al documento.

Il governo dispone ora di tre mesi a partire dal ricevimento ufficiale dell’ordinanza per mettere in atto la normativa necessaria, il che potrebbe consentire, per la prima volta da decenni, la coltivazione della cannabis su licenza.

Il divieto della cannabis in Nepal è oggetto di un ricorso giudiziario

Nel 1976, il Nepal ha vietato la coltivazione e il commercio di cannabis in un contesto di forti pressioni internazionali, in particolare da parte degli Stati Uniti, allora impegnati nella loro «guerra alla droga», e delle Nazioni Unite. Tale evoluzione legislativa rispondeva anche a preoccupazioni interne relative al consumo e al traffico di stupefacenti.

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La legge del 1976 sul controllo degli stupefacenti ha quindi criminalizzato la coltivazione, la vendita e il consumo di cannabis, prevedendo pene detentive e sanzioni pecuniarie. Tale legislazione conteneva inoltre disposizioni che autorizzavano una produzione controllata per determinati scopi medici, scientifici e industriali, in conformità con la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961.

Secondo la Corte Suprema, i governi che si sono succeduti non hanno messo in atto le procedure necessarie per l’attuazione di tali eccezioni.

I giudici Nahakul Subedi e Til Prasad Shrestha hanno quindi ordinato alle autorità di istituire un sistema di autorizzazione e controllo che copra la coltivazione, la trasformazione, lo stoccaggio, la distribuzione, le importazioni e le esportazioni.

Tale quadro deve consentire di distinguere le attività autorizzate dalla produzione e dal traffico illegali, garantendo al contempo una supervisione governativa lungo l’intera filiera. Questa decisione non legalizza immediatamente la coltivazione della cannabis, ma impone al governo di rendere operative le disposizioni legali esistenti.

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Un’industria della cannabis radicata nella storia del Nepal

La cannabis ha profonde radici storiche, agricole e religiose in Nepal, che risalgono a prima del divieto degli anni ’70. Da generazioni, le comunità locali utilizzano questa pianta nelle preparazioni ayurvediche tradizionali, durante le cerimonie religiose e per la produzione di tessuti e corde. La cannabis conserva inoltre un’importanza culturale in occasione del Maha Shivaratri, la festa indù dedicata a Shiva.

Nel corso degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70, Kathmandu è diventata una destinazione importante sulla rotta hippie. I negozi autorizzati di hashish operavano alla luce del sole, in particolare nei dintorni della famosa «Freak Street» della capitale.

Questo periodo si concluse con l’inasprimento delle politiche internazionali di lotta contro gli stupefacenti. Nel 1973, il Nepal revocò le licenze commerciali relative alla cannabis, per poi adottare la legislazione di divieto tre anni dopo.

La cannabis terapeutica e la canapa potrebbero beneficiare di nuove normative

La decisione della Corte potrebbe aprire nuove prospettive per la coltivazione della cannabis a fini medici, la ricerca farmaceutica e la produzione di canapa. Tra le potenziali applicazioni figurano i tessuti, la produzione di carta e i prodotti medicinali, sebbene lo sviluppo commerciale dipenda dalle condizioni normative stabilite dal governo.

Sono già state avviate iniziative politiche volte a rilanciare il settore. Nel 2020, l’ex parlamentare Sher Bahadur Tamang ha presentato un disegno di legge che proponeva la coltivazione di cannabis su licenza, principalmente a fini medici e di esportazione. Il testo non è mai stato approvato.

Più recentemente, nel luglio 2026, l’Assemblea della provincia di Gandaki ha approvato all’unanimità una legge che autorizza la coltivazione su licenza a fini medici e industriali.

Il Nepal potrebbe arrivare a legalizzare la cannabis ricreativa?

Sebbene la sentenza della Corte Suprema rappresenti un passo avanti significativo per la riforma sulla cannabis in Nepal, essa non autorizza tuttavia il consumo ricreativo. I ricorrenti avevano inoltre chiesto un riesame più ampio del divieto, comprese eventuali modifiche alle restrizioni relative al consumo da parte degli adulti.

I giudici hanno tuttavia concluso che la legalizzazione della cannabis ricreativa richiederebbe un intervento legislativo piuttosto che giudiziario. La Corte ha comunque incoraggiato le autorità a consultare esperti e a valutare potenziali riforme alla luce del contesto economico, sociale e culturale del Nepal.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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