Il mercato legale della cannabis del Missouri assorbe ormai circa il 93% della spesa dei consumatori, lasciando solo il 7% alle fonti illegali e ad altre fonti non regolamentate, secondo un nuovo studio commissionato dallo Stato e pubblicato nell’ottobre 2026.
I risultati suggeriscono che l’industria regolamentata della cannabis del Missouri sia diventata il canale di acquisto dominante a meno di quattro anni dall’avvio delle vendite a scopo ricreativo nel febbraio 2023.
Condotto da Cannabis Public Policy Consulting (CPPC) per conto del Dipartimento della Salute e dei Servizi per gli Anziani del Missouri, questo studio ha esaminato le abitudini di acquisto, la concorrenza e l’accesso al mercato, offrendo così una panoramica dettagliata dell’efficacia con cui la legalizzazione ha reindirizzato la spesa legata alla cannabis verso i punti vendita autorizzati.
I dispensari legali dominano la spesa legata alla cannabis
I ricercatori hanno intervistato 1.200 adulti del Missouri che avevano consumato cannabis nel mese precedente, analizzando al contempo 35 mesi di dati sulle vendite e di monitoraggio forniti dallo Stato.
I consumatori hanno dichiarato di spendere in media 161,81$ al mese in cannabis, di cui 149,95$ sono stati versati a dispensari autorizzati e servizi di consegna.
A titolo di confronto, la spesa media mensile ammontava a soli 5,26$ presso rivenditori illegali e a 4,79$ per la cannabis acquistata da amici o parenti. La coltivazione domestica, gli intermediari e altri canali informali rappresentavano importi ben inferiori.
I restanti 7 non devono essere interpretati esclusivamente come vendite illegali. Essi comprendono anche scambi informali e altri metodi di acquisizione che non sono necessariamente illegali.
I ricercatori hanno confrontato le stime ricavate dalla loro indagine con il sistema ufficiale di monitoraggio della cannabis del Missouri e hanno riscontrato che le spese legali dichiarate corrispondevano alle vendite registrate, il che rafforza l’affidabilità dei risultati.
Perché il mercato illegale della cannabis nel Missouri sta perdendo terreno
Lo studio suggerisce che il prezzo, il contenuto di THC e la convenienza siano più importanti per i consumatori rispetto al fatto che la cannabis provenga o meno da un negozio autorizzato. Il prezzo ha influenzato le decisioni di acquisto del 66% degli intervistati, mentre il 58% ha indicato il contenuto di THC come un criterio importante.
Tra i consumatori che si riforniscono da venditori illegali, il 62% ha citato il prezzo e il 35% la convenienza.
I fiori di cannabis rimangono la prima categoria di prodotti nel Missouri, rappresentando circa la metà della spesa mensile dei consumatori. Gli intervistati hanno speso in media 80,88 $ in fiori, contro i 28,40 $ in prodotti da svapo e i 25,69 $ in prodotti commestibili.
Gli operatori legali hanno inoltre conquistato quote sostanziali dei volumi di prodotti, in particolare il 93% degli sigaretti pre-rollati, l’88% dei prodotti per lo svapo e l’85% dei fiori.
Le bevande alla cannabis hanno costituito un’eccezione, con solo il 55% delle unità dichiarate ottenute tramite canali autorizzati, il che riflette potenzialmente la concorrenza del prodotti a base di THC derivati dalla canapa venduti al di fuori dei dispensari.
Il rapporto ha inoltre rivelato che i pazienti registrati per la cannabis terapeutica acquistavano generalmente quantità maggiori rispetto ai consumatori ricreativi.
Qual è il prossimo passo per l’industria della cannabis nel Missouri?
Poiché le aziende legali rappresentano già la maggior parte della spesa dichiarata, i ricercatori sostengono che la prossima sfida del Missouri consista nel mantenere la concorrenza piuttosto che limitarsi a distogliere i consumatori dai venditori illegali.
La loro analisi non ha rilevato alcun segno di eccessiva concentrazione delle vendite tra dispensari, coltivatori o produttori, sebbene non sia stata in grado di determinare la ripartizione della proprietà tra le aziende.
Il rapporto raccomanda di riesaminare i requisiti geografici per il rilascio delle licenze, di monitorare la concentrazione del mercato e di indagare sulla ridistribuzione informale della cannabis.
Le sue conclusioni devono tuttavia essere ricollocate nel loro contesto: la quota di mercato del 93% riflette la spesa dei consumatori intervistati, e non una misura diretta di tutte le transazioni illegali.
Per il Missouri, la questione centrale potrebbe quindi evolversi. Anziché chiedersi se la legalizzazione possa soppiantare le vendite non regolamentate di cannabis, i responsabili politici devono determinare come preservare un mercato legale competitivo, affrontando al contempo la quota più modesta di spesa che rimane al di fuori di esso.