Cannabis negli Stati Uniti

La riforma federale sulla cannabis è stata nuovamente sospesa negli Stati Uniti

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La riclassificazione della cannabis negli Stati Uniti si scontra con un nuovo ostacolo procedurale. Derek Julius, giudice amministrativo capo della DEA, ha temporaneamente sospeso il procedimento federale volto a stabilire se la cannabis debba essere riclassificata dalla categoria I alla categoria III ai sensi della legge sulle sostanze controllate.

Questa decisione, emessa il 29 settembre, fa seguito a un’istanza presentata da tre parti contrarie a una riclassificazione più ampia: la National Drug and Alcohol Screening Association (NDASA), DUID Victim Voices e il medico Kenneth Finn. Questi ultimi chiedono al giudice di aggiungere al fascicolo dell’udienza un rapporto pubblicato di recente dal Government Accountability Office (GAO) e di autorizzare la presentazione di ulteriori argomentazioni relative alle sue conclusioni.

Un rapporto del GAO passa al vaglio le procedure federali

Pubblicato il 23 settembre, il rapporto del GAO esamina il modo in cui le agenzie federali valutano e classificano le sostanze controllate. Piuttosto che determinare la posizione della cannabis stessa rispetto alla legge federale, questa verifica si concentra sulle procedure utilizzate dalla DEA, dalla Food and Drug Administration (FDA) e da altri organismi federali.

Le sue conclusioni evidenziano lacune nella documentazione ufficiale. Secondo il rapporto, la DEA «non dispone di alcuna politica o procedura che specifichi in che modo il proprio personale debba condurre le valutazioni o classificare le sostanze», mentre la FDA «non dispone di alcuna politica o procedura che specifichi in che modo il proprio personale debba condurre le valutazioni o formulare raccomandazioni di classificazione per le sostanze ».

L’audit ha esaminato le misure di classificazione adottate dalla DEA relative a 208 sostanze tra il 2020 e il 2025. Laddove era richiesta una raccomandazione federale in materia di salute e fosse stata presa una decisione definitiva, le decisioni della DEA erano in linea con tali raccomandazioni in tutti gli 84 casi esaminati.

Per gli oppositori alla classe III, tuttavia, l’assenza di procedure scritte esaustive solleva interrogativi sul processo alla base dell’attuale proposta. La loro istanza sostiene che la validità dell’argomentazione del governo «dipende interamente dalla qualità del processo che l’ha prodotta».

Il giudice Julius non ha ancora deciso se il documento del GAO verrà ufficialmente inserito nel fascicolo. Si è limitato a sospendere il procedimento per il tempo necessario a esaminare la questione.

La DEA deve rispondere entro il 13 ottobre

La DEA ha ora tempo fino al 13 ottobre 2026 per presentare una risposta di massimo 20 pagine in cui indichi se il fascicolo debba essere riaperto. Anche le altre parti possono rispondere, sebbene non siano tenute a farlo.

«Di conseguenza, data la natura di tale istanza, si ORDINA che il presente procedimento sia SOSPESO in attesa della risoluzione dell’istanza», ha scritto il giudice Julius.

Prima di tale sospensione, le testimonianze si erano già concluse al termine delle udienze tenutesi tra il 29 giugno e il 15 luglio. La fase successiva prevista era la decisione raccomandata dal giudice Julius, che avrebbe infine costituito la base per una decisione definitiva da parte dell’amministratore della DEA.

Al momento non è stata annunciata alcuna scadenza, né per la decisione relativa alla richiesta del GAO, né per la raccomandazione del giudice.

L’inserimento nell’Allegato I al centro del dibattito federale

Il procedimento verte più in generale sulla questione se la cannabis debba passare dall’Allegato I all’Allegato III. Il governo federale ha sostenuto tale cambiamento, basandosi in parte su una valutazione scientifica e medica del Ministero della Salute e dei Servizi Sociali.

Nella sua memoria finale, la DEA ha sostenuto che la cannabis «non soddisfa più i criteri legali dell’Allegato I, poiché attualmente gode di un uso medico riconosciuto negli Stati Uniti e il suo utilizzo sotto controllo medico è considerato sicuro».

L’agenzia ha inoltre sottolineato il fatto che oltre 30.000 medici curano più di sei milioni di pazienti in 43 giurisdizioni statunitensi come prova di un uso medico consolidato.

Gli oppositori, dal canto loro, hanno posto l’accento sui potenziali rischi per la salute e la sicurezza pubblica, nonché sulle questioni procedurali relative alla valutazione federale.

Una sospensione procedurale

L’ordinanza del 29 settembre non si pronuncia sulla fondatezza scientifica della riclassificazione della cannabis, né il rapporto del GAO raccomanda una classificazione specifica per questa pianta. La questione immediata è se la revisione debba essere integrata nel fascicolo amministrativo e dare luogo a nuove argomentazioni da parte delle parti.

Questa sospensione aggiunge quindi un ulteriore livello di incertezza a un processo federale già caratterizzato da udienze, controversie e azioni legali.

Per il momento, il 13 ottobre è la prossima data da tenere d’occhio. La risposta della DEA potrebbe aiutare a determinare se il giudice Julius riprenderà i lavori in vista della sua raccomandazione o se riaprirà il fascicolo per una nuova serie di memorie, il che potrebbe posticipare ulteriormente la decisione relativa alla classe III.

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