L’Unione europea ha adottato nuove norme per semplificare i controlli sulle coltivazioni di canapa.
I controlli sulla canapa diventano più flessibili
Il regolamento delegato (UE) 2026/177 della Commissione modifica le norme che disciplinano la produzione di canapa nell’ambito della Politica agricola comune (PAC). Adottato a gennaio e pubblicato a marzo, questo regolamento è ora in vigore e concede agli Stati membri un maggiore margine di manovra per organizzare i controlli di conformità.
La Commissione europea sottolinea che l’esperienza ha dimostrato che i controlli possono essere semplificati senza compromettere l’affidabilità della verifica del THC. Il nuovo quadro offre quindi alle autorità nazionali una maggiore flessibilità per quanto riguarda i termini dei controlli di conformità e autorizza tassi di controllo inferiori al fine di ridurre i costi amministrativi.
I requisiti di fondo non sono venuti meno. I pagamenti della PAC per la produzione di canapa rimangono subordinati all’utilizzo di sementi certificate ammissibili e al rispetto della soglia di THC applicabile. Le autorità devono inoltre continuare a registrare informazioni dettagliate relative ai controlli sul THC, in particolare i risultati delle analisi, le procedure di campionamento, il numero di test effettuati e la percentuale della superficie dichiarata che è stata ispezionata.
Per i controlli in loco, il regolamento stabilisce percentuali minime pari al 15% delle superfici di canapa dichiarate nell’ambito di una procedura unica e al 10% quando uno Stato membro applica un sistema di autorizzazione preventiva. Ciò offre maggiore flessibilità rispetto a un regime di ispezione uniforme, pur mantenendo soglie di controllo ben definite.
Una riforma agricola più ampia è ancora in sospeso
Le disposizioni relative alla canapa costituiscono solo una parte di un insieme molto più ampio di modifiche apportate alle norme agricole dell’UE. Il regolamento n. 2026/177 modifica anche le disposizioni relative alle organizzazioni di produttori, ai ritiri dal mercato, ai meccanismi di sostegno e ai requisiti ambientali relativi ai pascoli permanenti.
Molte di queste modifiche entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2027, nell’ottica di semplificare l’attuazione della PAC.
Per quanto riguarda la canapa, tuttavia, l’effetto più immediato risiede nella revisione dell’approccio in materia di ispezioni. Il regolamento non modifica sostanzialmente le condizioni per la concessione dei pagamenti nell’ambito della PAC, ma cambia il modo in cui gli Stati membri possono verificare la conformità.
Il ruolo della canapa nella PAC rimane una questione a sé stante
Al di là del regolamento già adottato, il ruolo futuro della canapa nell’ambito della politica agricola europea è ancora oggetto di dibattito. Le discussioni in seno al Consiglio dell’Unione europea vertono sulle modifiche alle norme dell’organizzazione comune dei mercati, che coprono un’ampia gamma di questioni agricole, dalle norme di commercializzazione agli interventi sul mercato, passando per i dazi all’importazione.
L’eventuale impatto sulla canapa dipenderà dai negoziati che coinvolgono il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione europea. Non è quindi possibile trarre conclusioni definitive in questa fase.
Un’altra proposta all’esame del Parlamento europeo mirerebbe a riconoscere i fiori di canapa come prodotti agricoli ammissibili agli aiuti della PAC. Tale iniziativa è distinta dal regolamento n. 2026/177 e non è stata ancora recepita nel diritto dell’Unione europea.