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Organigram entra nella battaglia per Aurora Cannabis

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La battaglia per Aurora Cannabis si fa sempre più complessa. Mentre Curaleaf sta tentando un’OPA ostile sul produttore canadese di cannabis terapeutica, un altro concorrente potrebbe essere pronto a entrare in gara: Organigram, sostenuto dal colosso del tabacco British American Tobacco (BAT). A

Secondo le informazioni pubblicate da Cultivated, Organigram avrebbe avviato discussioni preliminari con Aurora in merito a un’eventuale fusione. Sebbene non sia stata ancora formulata alcuna offerta formale, questi colloqui conferiscono una nuova dimensione a questa battaglia.

Curaleaf rilancia la sua offerta di fronte alla resistenza di Aurora

Tutto è iniziato ad agosto, quando Curaleaf Holdings ha proposto di acquisire Aurora per circa 272 milioni di dollari, offrendo 4 dollari per azione sotto forma di una combinazione di contanti e azioni.

Il consiglio di amministrazione di Aurora ha respinto questa proposta, il che ha spinto Curaleaf a ripresentare l’offerta il 5 ottobre con un’offerta migliorata di 5 dollari per azione, pari a un aumento del 25%. L’offerta rimane valida fino al 4 dicembre 2026.

I rapporti tra le due società si sono tuttavia deteriorati, con Curaleaf che accusa Aurora di negarle l’accesso alle consuete verifiche, pur mantenendo, secondo alcune fonti, contatti con Organigram.

«Siamo indignati, e lo dovrebbero essere anche gli azionisti di Aurora.»

Il consiglio di amministrazione di Aurora ha consigliato agli azionisti di non intraprendere alcuna azione mentre un comitato speciale valuta la proposta rivista.

British American Tobacco potrebbe far pendere l’ago della bilancia

Il potenziale coinvolgimento di Organigram solleva interrogativi sul ruolo di British American Tobacco, che inizialmente aveva investito 221 milioni di dollari canadesi nel produttore canadese nel 2021, acquisendo così una partecipazione del 19,9%.

BAT si è impegnata a investire ulteriori 124,6 milioni di dollari canadesi nel 2023, rafforzando così il proprio rapporto con Organigram e sostenendone le iniziative di espansione internazionale. Il gruppo del tabacco detiene ora quasi il 30% di Organigram.

L’analista del settore della cannabis Pablo Zuanic, sempre citato da Cutlivated, ritiene che Organigram potrebbe offrire circa 8,55 dollari canadesi (6 dollari statunitensi) per azione Aurora, con alcune difficoltà da superare.

Poiché la capitalizzazione di mercato di Organigram è nettamente inferiore a quella di Aurora, un’operazione tramite scambio di azioni potrebbe consentire agli attuali investitori di Aurora di controllare circa il 51% dell’entità risultante dalla fusione.

Secondo i calcoli di Zuanic, un investimento aggiuntivo di 60 milioni di dollari canadesi da parte di BAT potrebbe contribuire a rendere fattibile una proposta concorrente.

Gli asset europei nel mirino

Al di là delle manovre finanziarie, è l’infrastruttura internazionale di Aurora a costituire l’attrattiva principale. La società controlla oltre 50 tonnellate di capacità annuale di coltivazione e produzione certificata EU-GMP, il che le garantisce l’accesso ai mercati europei della cannabis terapeutica.

Questi impianti sono particolarmente preziosi in un momento in cui il mercato tedesco continua a svilupparsi, soprattutto dal 2024 e dall’esclusione della cannabis dalla Legge sugli stupefacenti per essere disciplinata da una legge specifica, la Medizinal-Cannabisgesetz (MedCanG).

Per Organigram, l’acquisizione di Aurora potrebbe completare la sua strategia internazionale, in particolare la sua recente acquisizione del distributore tedesco di cannabis Sanity Group.

Per Curaleaf, questa operazione rafforzerebbe una piattaforma multinazionale già esistente. La società stima che un’entità combinata Curaleaf-Aurora sarebbe presente in 17 paesi, generando oltre 1,5 miliardi di dollari di fatturato annuo e circa 350 milioni di dollari di utile rettificato.

Una prova decisiva per il consolidamento del settore della cannabis

L’ingresso di Organigram potrebbe costringere Curaleaf a migliorare ancora una volta la propria offerta. Zuanic ritiene che Curaleaf disponga di un margine di manovra per aumentare la quota in contanti della propria offerta senza creare un’eccessiva pressione finanziaria.

Organigram non avrebbe annunciato un’offerta vincolante e le trattative con Aurora potrebbero alla fine non sfociare in alcuna transazione.

Per il momento, questa battaglia illustra la crescente attrattiva del mercato europeo della cannabis terapeutica, mentre la Francia tarda a cogliere un’opportunità economica sostenuta da una domanda ben reale da parte di pazienti alla ricerca di soluzioni terapeutiche adeguate.

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