Cannabis in Francia

Sébastien Lecornu chiede che vengano effettuati test antidroga nei ministeri

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Il governo francese si appresta a compiere un ulteriore passo avanti nel ridicolo controllo del proprio personale.

Secondo una circolare resa nota da Politico, il primo ministro Sébastien Lecornu chiede ai propri ministri di organizzare test antidroga all’interno dei ministeri, rivolti sia ai membri del governo che al personale degli uffici ministeriali.

Questa iniziativa si inserisce nel quadro della lotta dichiarata dall’esecutivo contro le sostanze illecite, proprio mentre diversi incidenti recenti hanno scosso l’entourage politico del capo del governo.

Aggiornamento del 18/06: A seguito della pubblicazione della circolare da parte di Politico, Le Parisien ha rivelato che diversi collaboratori del Primo Ministro sono già stati sottoposti a un test salivare a sorpresa. Politico riporta voci secondo cui diversi consiglieri in servizio a Matignon sarebbero risultati positivi al test.

Un programma senza precedenti di test salivari all’interno dei ministeri

Il documento, datato 16 giugno e intitolato « Misure di prevenzione del consumo di droga all’interno del governo », descrive in dettaglio un programma di screening esteso. Esso prevede « controlli a sorpresa e obbligatori, sotto forma di test salivari » tra il personale dei ministeri.

L’obiettivo dichiarato: «verificare che le persone interessate non facciano uso di sostanze stupefacenti», anche nella loro vita privata. Questa misura non si limita ai ministri stessi, ma si estende ai consulenti e ai membri del personale che ricoprono incarichi ritenuti sensibili.

Secondo informazioni confermate dall’ufficio del Primo Ministro, i ministeri saranno inoltre tenuti a redigere un elenco delle posizioni soggette a controlli regolari e a organizzare un monitoraggio sistematico in caso di rifiuto o di risultato positivo. Il testo precisa che le autorità devono «valutare le conseguenze appropriate, comprese le misure disciplinari».

Il documento precisa inoltre che, in caso di risultato positivo, alle persone interessate verrà offerta assistenza medica, nell’ambito di una strategia di prevenzione dichiarata. Parallelamente, il governo invita all’attuazione di un «piano di prevenzione e lotta contro la tossicodipendenza».

Ironia della sorte, nell’ambito delle riprese per la trasmissione «Envoyé spécial», la giornalista di France 2 Elise Lucet si è presentata lo scorso febbraio all’Assemblea nazionale per proporre ai deputati di sottoporsi a un test salivare per l’individuazione di sostanze stupefacenti. «Uno spettacolo umiliante» per la vicepresidente dell’Assemblea nazionale, la deputata di Horizons Naïma Moutchou, che aveva inviato una lettera alla presidente dell’Assemblea nazionale, Yaël Braun-Pivet, per esigere una «reazione ferma».

Una risposta a una serie di crisi interne

Questa decisione fa seguito a diversi incidenti che hanno coinvolto i servizi ministeriali negli ultimi mesi. Uno dei più significativi riguarda il licenziamento di un consulente vicino a Sébastien Lecornu, responsabile degli affari agricoli.

Il consigliere è stato licenziato a seguito di un grave incidente verificatosi a fine dicembre durante una serata privata, descritto come un’overdose che ha richiesto un intervento medico. L’incidente gli ha impedito, in particolare, di partecipare a un importante evento ufficiale. Il suo licenziamento è stato ufficializzato con decreto a febbraio, in nome della «credibilità» dell’istituzione.

Anche un altro alto funzionario dell’amministrazione regionale dell’Île-de-France è stato licenziato per consumo di droga.

Per Matignon, questa strategia risponde innanzitutto alla necessità di dare l’esempio all’interno del governo. Il documento sottolinea la necessità di garantire che le persone coinvolte nel processo decisionale pubblico abbiano una condotta irreprensibile.

Un consigliere intervistato internamente riassume tuttavia il malessere suscitato da questa misura: «Sarà proprio un piacere andare in ufficio: oltre a timbrare il cartellino, dovremo sottoporci a test salivari.»

Questo sistema dovrà essere attuato in ogni ministero sotto forma di piano d’azione, da presentare al Primo Ministro entro il 26 giugno.

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