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Un rapporto della DEA conferma che non si verificano casi di overdose mortale da cannabis

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Nel suo rapporto intitolato Drugs of Abuse 2026, la Drug Enforcement Administration (DEA), l’agenzia statunitense per la lotta contro la droga, ha ribadito che non è stato segnalato alcun decesso correlato a un sovradosaggio di cannabis.

La DEA ribadisce che non è stato segnalato alcun decesso per overdose da cannabis

Nel suo rapporto di 119 pagine intitolato Drugs of Abuse 2026, pubblicato da Marijuana Moment, la DEA rilascia una dichiarazione inequivocabile riguardo alla tossicità della cannabis: «Non è stato segnalato alcun decesso per overdose da marijuana».

L’assenza di casi documentati di overdose mortali direttamente attribuibili alla cannabis non significa ovviamente che il suo consumo sia privo di rischi. La DEA individua diversi potenziali effetti indesiderati, in particolare per quanto riguarda le prestazioni cognitive, la coordinazione e le reazioni comportamentali. Secondo l’agenzia, la cannabis può causare «gravi disturbi dell’apprendimento, dei processi associativi e del comportamento psicomotorio (capacità di guida)».

Il rapporto riconosce inoltre che un consumo prolungato di cannabis può causare dipendenza fisica, sintomi di astinenza dopo l’interruzione del consumo e una dipendenza psicologica.

I prodotti commestibili rimangono motivo di preoccupazione

Un’altra questione sottolineata dalla DEA è il numero crescente di accessi al pronto soccorso legati agli prodotti commestibili a base di cannabis. L’agenzia osserva che «si registra un aumento del numero di visite al pronto soccorso legate ai prodotti commestibili a base di cannabis».

A differenza di uno spinello, i prodotti commestibili a base di cannabis impiegano più tempo a produrre effetti percepibili. Questo ritardo nell’azione può indurre i consumatori inesperti a raddoppiare la dose prima che si manifestino i primi effetti. Il consumo eccessivo che ne deriva può scatenare ansia, confusione, panico o altre reazioni spiacevoli.

Il rapporto descrive inoltre gli effetti psicotropi della cannabis, riconoscendo che il suo consumo può produrre «allegria, felicità e persino euforia a dosi elevate».

La DEA continua tuttavia a distinguere questi effetti dalle potenziali conseguenze di un consumo frequente o eccessivo.

La futura classificazione federale della cannabis

Al di là delle valutazioni sanitarie, il rapporto della DEA del 2026 presenta alcune revisioni relative alla riclassificazione della cannabis negli Stati Uniti. La DEA riconosce ora esplicitamente i programmi di cannabis terapeutica legali a livello statale da tre decenni, un cambiamento rispetto alla formulazione utilizzata nella sua edizione del 2024, che sottolineava principalmente l’assenza di usi medici della cannabis approvati a livello federale.

L’ultimo rapporto include anche una decisione dell’aprile 2026 del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, che trasferiva alcuni prodotti a base di cannabis dall’allegato I all’allegato III della legge sulle sostanze controllate.

Un procedimento federale separato continua a valutare la possibilità di una riclassificazione più ampia, che includa i prodotti destinati all’uso ricreativo da parte degli adulti.

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