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Cannabix lancia un nuovo “test del respiro” per rilevare il consumo recente di cannabis

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Potrebbe essere in arrivo una nuova generazione di strumenti di screening della cannabis? La società canadese Cannabix Technologies Inc. ha appena rilasciato un dispositivo progettato per rilevare il consumo di cannabis molto recente

La tecnologia, chiamata Cannabix Marijuana Breath Test (MBT), mira a colmare una grande lacuna nei test antidroga: identificare l’effettivo consumo recente in un breve periodo di tempo, quando il rischio di compromissione è più alto.

Un sistema basato sul respiro

Cannabix MBT funziona con un processo in due fasi. In primo luogo, l’utente espira in un campionatore portatile del respiro (BCU) che cattura un campione d’aria standardizzato. Questo campione viene poi sigillato in una cartuccia e inviato a un laboratorio per l’analisi con tecniche di spettrometria di massa.

Secondo la documentazione tecnica fornita dall’azienda, il sistema è progettato per rilevare il delta-9 THC, il principale composto psicoattivo della cannabis, nel respiro fino a circa quattro ore dopo il consumo. Questa stretta finestra di rilevamento è il fulcro del suo posizionamento, in quanto si rivolge al periodo più associato a un potenziale deterioramento.

Il processo di raccolta dei campioni è presentato come non invasivo e standardizzato, con caratteristiche progettate per ridurre l’errore dell’utente, tra cui la raccolta di due campioni (campione primario e di conferma) e un riferimento di aria ambiente progettato per controllare la contaminazione ambientale.

Tuttavia, i risultati non sono immediati. Una volta prelevati, i campioni vengono inviati a un laboratorio accreditato e i risultati dell’analisi vengono generalmente comunicati entro 24-48 ore.

Il Cannabix, un rilevatore di THC nel respiro

Rimedio ai limiti dei test di screening tradizionali

Uno dei principali argomenti avanzati da Cannabix Technologies Inc. e dai suoi partner di distribuzione è che i metodi di screening esistenti, come i test dell’urina o della saliva, possono rilevare il consumo di cannabis diversi giorni o addirittura diverse settimane dopo il consumo. Questo li rende meno efficaci nel distinguere tra consumo passato e recente.

In un comunicato stampa, il distributore Alco Prevention Canada ha spiegato che ai datori di lavoro e alle istituzioni manca da tempo uno “strumento affidabile per rilevare il consumo recente e valutare il vero stato di un individuo in un determinato momento”.

La direzione dell’azienda aggiunge che questa lacuna è diventata più visibile dopo la legalizzazione della cannabis in Canada, in particolare nei luoghi di lavoro in cui i dipendenti manovrano macchinari o svolgono compiti sensibili per la sicurezza.

L’arrivo di questi dispositivi per il test dell’alito del THC fa parte di una tendenza più ampia: la ricerca di strumenti in grado di distinguere tra l’uso di lunga data e l’uso veramente recente, in un contesto in cui il quadro giuridico della cannabis si evolve più rapidamente degli strumenti di monitoraggio. Riusciremo finalmente a smettere di punire i consumatori per aver fatto uso di cannabis alcuni giorni fa?

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