Il lancio di un mercato legale della cannabis per adulti in Virginia è stato rinviato di nuovo dopo che il governatore Abigail Spanberger ha posto il veto su due proposte di legge che avrebbero permesso la vendita al dettaglio dal 2027.
La decisione prolunga una situazione sempre più insolita negli Stati Uniti: il possesso di cannabis è legale nello Stato, ma non esiste un sistema legale di vendita al dettaglio per i consumatori ricreativi.
La Virginia è diventata il primo stato del sud degli USA a legalizzare il possesso di cannabis a scopo ricreativo nel 2021. Gli adulti possono possedere legalmente fino a un’oncia (28 grammi) di cannabis e coltivare fino a quattro piante a casa.
All’epoca i legislatori avevano dissociato la legalizzazione dalla creazione di un mercato commerciale, lasciando alle future legislature il compito di definire le modalità di vendita della cannabis.
Un’inversione di rotta politica del governatore Abigail Spanberger
Durante la sua campagna elettorale, la governatrice Abigail Spanberger si era impegnata a sostenere un mercato legale al dettaglio. Ma dopo che la legislatura statale ha approvato il disegno di legge 642 della Camera e il disegno di legge 542 del Senato all’inizio di quest’anno, la governatrice ha proposto diversi emendamenti che hanno modificato in modo significativo il quadro di riferimento.
Tra le modifiche proposte c’erano una proroga della data di lancio al luglio 2027, una riduzione del numero di licenze di vendita al dettaglio da 350 a 200, un aumento delle tasse e un inasprimento della repressione del mercato illegale. I legislatori hanno respinto questi emendamenti e hanno restituito la versione originale dei disegni di legge senza modifiche.
Di fronte alla scelta di firmare o porre il veto alla legislazione, la signora Spanberger ha infine scelto di respingerla nella sua interezza. Nella sua dichiarazione di veto, la Governatrice ha dichiarato:
“I virginiani meritano un sistema che sostituisca il mercato illegale della cannabis con uno che dia priorità alla salute e alla sicurezza dei nostri bambini, alla sicurezza pubblica, all’integrità del prodotto e alla responsabilità”
Ha anche sostenuto che lo Stato ha bisogno di più tempo per mettere in atto un quadro normativo in grado di garantire “conformità, test e ispezioni”, limitando al contempo le opportunità per gli operatori illeciti.
Un mercato legale rimandato almeno fino al 2028
Questo veto rinvia ancora una volta l’apertura di un mercato legale della cannabis ricreativa in Virginia, ormai improbabile prima del 2028. Nonostante sia dominata dai Democratici, l’Assemblea Generale non ha la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per ribaltare la decisione del Governatore.
La decisione ha attirato le critiche dei sostenitori della riforma della cannabis, che sostengono che la mancanza di un mercato regolamentato non fa che aumentare le vendite illegali. JM Pedini, direttore esecutivo di NORML Virginia, ha definito il veto una “profonda delusione” per gli elettori che hanno sostenuto la legalizzazione della cannabis.
Anche il senatore statale Lashrecse Aird ha criticato la decisione, affermando che il veto lascia la Virginia con “un mercato illecito incontrollato che danneggia le nostre comunità”.
Il dibattito politico sulla cannabis in Virginia riflette anche interessi economici più ampi. I prodotti a base di THC derivati dalla canapa sono attualmente ampiamente venduti in tutto lo stato, e diversi gruppi industriali della canapa e dell’alcol hanno fatto pressioni contro la legge. Una coalizione che comprende Total Wine & More ha esortato il governatore a bloccare la legislazione, sostenendo che il quadro proposto minacciava le imprese di canapa esistenti.
Un mercato della cannabis potenzialmente miliardario
Nonostante i ritardi, gli analisti vedono ancora la Virginia come uno dei mercati della cannabis più promettenti del sud degli Stati Uniti. Le proiezioni stimano che le vendite di cannabis per uso adulto potrebbero generare circa 780 milioni di dollari nel primo anno completo di attività e superare il miliardo di dollari nel secondo anno.
Secondo la legislazione respinta, lo Stato avrebbe applicato una tassa del 6% sulla cannabis, con la possibilità per i governi locali di aggiungere fino a un ulteriore 3,5%. Gli operatori di cannabis medica esistenti avrebbero potuto entrare nel mercato ricreativo dopo aver pagato una tassa di conversione.
L’attuale mercato della cannabis medica in Virginia rimane relativamente piccolo. Secondo la Cannabis Control Authority dello Stato, le vendite di cannabis medica hanno raggiunto circa 59,3 milioni di dollari nel 2026.
Diverse grandi aziende statunitensi di cannabis possiedono già licenze mediche nello Stato, tra cui Jushi Holdings, Green Thumb Industries e Verano Holdings.