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Il Massachusetts respinge con una maggioranza schiacciante l’abrogazione della legalizzazione della cannabis

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Il Massachusetts vota “no” all’abrogazione della legalizzazione della cannabis
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Gli elettori del Massachusetts hanno espresso un verdetto definitivo sulla legalizzazione della cannabis. A dieci anni dall’approvazione del consumo di cannabis da parte degli adulti, lo Stato ha respinto a stragrande maggioranza una proposta volta a smantellare il proprio mercato regolamentato, con circa il 76% dei voti contrari alla Questione 8 nel referendum del 3 novembre.

Questo risultato segna una sconfitta significativa per gli oppositori della legalizzazione e potrebbe influenzare campagne simili in altre parti degli Stati Uniti.

Gli elettori del Massachusetts ottengono una vittoria decisiva a favore della cannabis legale

Secondo i risultati preliminari diffusi dall’Associated Press, il 76% degli elettori del Massachusetts si è opposto alla Questione 8, contro solo il 24% che ha sostenuto questa iniziativa.

La proposta avrebbe posto fine alle vendite di cannabis ricreativa su licenza e abrogato le disposizioni che autorizzavano gli adulti a coltivare cannabis a casa propria.

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Questo margine di vittoria rappresenta una notevole inversione di tendenza rispetto al 2016, anno in cui il Massachusetts aveva legalizzato la cannabis a scopo ricreativo per gli adulti con un sostegno di circa il 54%. I primi dispensari ricreativi autorizzati dello Stato hanno poi aperto i battenti nel 2018.

Il referendum del 2026 rivestiva un’importanza particolare, poiché costituiva il primo tentativo, lanciato dai cittadini, volto a smantellare un mercato della cannabis a scopo ricreativo per adulti già consolidato e regolamentato negli Stati Uniti.

Questo risultato rifletteva inoltre un’opposizione che andava oltre le divisioni politiche. Un sondaggio dell’Università del New Hampshire ha rivelato che il 68% degli intervistati democratici e il 62% degli intervistati repubblicani intendevano respingere la misura.

Un settore della cannabis da 1,65 miliardi di dollari sfugge alla chiusura

Al di là della legalizzazione in sé, questo voto ha avuto notevoli implicazioni economiche. Il mercato della cannabis del Massachusetts genera circa 1,65 miliardi di dollari di fatturato annuo, sostenendo centinaia di aziende autorizzate e migliaia di posti di lavoro.

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Secondo i dati del settore, oltre 400 dispensari hanno contribuito a oltre 10 miliardi di dollari di vendite di cannabis ricreativa dal 2018.

Il settore ha inoltre generato circa 2 miliardi di dollari di gettito fiscale a livello statale e locale dalla legalizzazione, con entrate annuali recenti pari a circa 300 milioni di dollari.

Questi fondi finanziano iniziative di sanità pubblica, investimenti comunitari, vigilanza normativa e programmi di sicurezza pubblica.

L’abrogazione del quadro normativo esistente avrebbe quindi avuto ripercussioni non solo sugli operatori del settore della cannabis, ma anche sui bilanci pubblici e sugli enti locali che beneficiano delle entrate fiscali legate alla cannabis.

La campagna contro la Questione 8 ha beneficiato del sostegno di importanti attori del settore, tra cui Curaleaf, Ascend Wellness, INSA e Verano, nonché di personalità politiche quali la governatrice Maura Healey e la sindaca di Boston, Michelle Wu.

Una campagna contro la cannabis sostenuta da Smart Approaches to Marijuana

L’iniziativa volta ad abrogare la legge è stata sostenuta dalla Coalition for a Healthy Massachusetts, con un sostanziale sostegno finanziario da parte di Smart Approaches to Marijuana (SAM). SAM Action ha versato oltre 3,7 milioni di dollari alla campagna, rendendo questo referendum una delle battaglie elettorali più costose del ciclo elettorale nel Massachusetts.

Kevin Sabet, direttore esecutivo di SAM, ha sostenuto che gli operatori commerciali del settore della cannabis stiano adottando strategie simili a quelle storicamente utilizzate dai produttori di tabacco. Ha inoltre espresso preoccupazione riguardo ai prodotti ad alto contenuto di THC e alle loro potenziali conseguenze sulla salute mentale dei giovani.

Nonostante questa sconfitta, Sabet ha dichiarato che l’organizzazione continuerà a portare avanti iniziative simili, in particolare nel Maine.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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