Gli elettori del Massachusetts sembrano determinati a preservare il proprio mercato della cannabis. Mentre un’iniziativa referendaria prevista per novembre minaccia di porre fine alla vendita di cannabis per gli adulti, diversi sondaggi rivelano una schiacciante opposizione a questo passo indietro.
I sondaggi rivelano una forte opposizione all’abrogazione della legalizzazione della cannabis
Un nuovo sondaggio condotto dall’Università del New Hampshire tra il 17 e il 21 settembre rivela che il 71% degli elettori del Massachusetts si oppone all’abrogazione della legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo, contro solo il 24% che sostiene la proposta.
Questi risultati suggeriscono un’ampia resistenza, a prescindere dall’appartenenza politica. Tra gli elettori registrati come democratici, il 68% si oppone a questa misura, così come il 62% dei repubblicani. Inoltre, il 78% degli intervistati dichiara di comprendere la proposta «molto bene» o «abbastanza bene».
Un altro sondaggio, pubblicato il 29 settembre da CommonWealth Beacon e condotto da MassINC Polling Group, conferma questa tendenza.
Degli 800 potenziali elettori intervistati, il 61% si oppone all’abrogazione, il 27% è favorevole e l’11% rimane indeciso. Nessun gruppo demografico intervistato ha manifestato un sostegno maggioritario a favore dell’abrogazione della legalizzazione.
Anche un precedente sondaggio condotto ad agosto aveva evidenziato un’opposizione, con il 55% contrario all’iniziativa e il 33% a favore.
Sebbene i dati varino, questi tre sondaggi indicano una sfida non da poco per i sostenitori del proibizionismo.
Quali cambiamenti comporterebbe la «Domanda 8» nel Massachusetts?
La controversa iniziativa referendaria «Domanda 8» » ristrutturerebbe radicalmente il quadro normativo sulla cannabis nel Massachusetts, istituito dopo che gli elettori avessero approvato la legalizzazione a fini ricreativi nel 2016.
Se venisse adottata, questa misura:
- Eliminerebbe la vendita al dettaglio di cannabis a scopo ricreativo su licenza
- Porrebbe fine all’autocoltivazione
- Mantenerebbe la legalità del possesso di cannabis
- Preserverebbe l’attuale programma di cannabis terapeutica
Anziché reintrodurre un divieto totale, la proposta smantellerebbe la catena di approvvigionamento ricreativa regolamentata, consentendo al contempo agli adulti di continuare a possedere cannabis. Questa distinzione è diventata centrale nella campagna, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei consumatori, l’occupazione e la potenziale recrudescenza della distribuzione illegale.
Un mercato della cannabis da 10 miliardi di dollari di fronte all’incertezza
Le implicazioni economiche sono notevoli. Secondo la Commissione per il controllo della cannabis del Massachusetts (CCC), gli acquisti di cannabis a scopo ricreativo hanno superato i 10 miliardi di dollari dall’inizio delle vendite autorizzate nel 2018.
Questo settore sostiene numerose imprese, migliaia di lavoratori e genera ingenti entrate fiscali per lo Stato. Il presidente della CCC, Chris Harding, pur sottolineando la neutralità dell’organismo di regolamentazione rispetto alle iniziative referendarie, ha avvertito che «l’abolizione del settore della cannabis a scopo ricreativo potrebbe comportare la perdita di migliaia di posti di lavoro, la scomparsa di centinaia di imprese e la perdita di miliardi di entrate fiscali».
Anche il Consiglio di Stato del Massachusetts della SEIU, un’importante organizzazione sindacale, ha esortato gli elettori a respingere la proposta. Per i rappresentanti del settore, questo referendum solleva interrogativi sulla stabilità degli investimenti e sul futuro di un mercato attivo da quasi otto anni.
Le argomentazioni relative alla salute pubblica sono al centro dell’attenzione
Gli oppositori della Questione 8 hanno intensificato i loro sforzi di comunicazione. La campagna «No alla Questione 8: Fermate l’abrogazione» ha recentemente lanciato spot pubblicitari che vedono protagonisti operatori sanitari, veterani e imprenditori.
Uno di questi spot mette in primo piano Alan Balsam, ex commissario alla sanità pubblica di Brookline, il quale sostiene che l’abolizione dei dispensari legali potrebbe spingere i consumatori verso prodotti non regolamentati.
«Questo crea un rischio reale, costringendo le persone ad acquistare prodotti che non sono né regolamentati, né testati, né etichettati.»
La campagna sottolinea come i test sui prodotti, i requisiti di etichettatura e la verifica dell’età siano misure di protezione che potrebbero scomparire.
Una campagna controversa con implicazioni a livello nazionale
Anche il percorso dell’iniziativa fino al voto ha suscitato polemiche. I sostenitori della cannabis hanno accusato i raccoglitori di firme di fuorviare gli elettori riguardo all’obiettivo della petizione. Un raccoglitore è stato licenziato a seguito di accuse di comportamento ingannevole.
I ricorsi presentati dinanzi alla Commissione statale sulla legge elettorale e ai tribunali del Massachusetts non hanno impedito lo svolgimento del referendum.
Allo stesso tempo, il Marijuana Policy Project (MPP) avverte che l’abrogazione della legalizzazione potrebbe incoraggiare iniziative simili in altre parti del Paese.
Con l’avvicinarsi di novembre, il Massachusetts è diventato un banco di prova molto seguito per determinare se un mercato della cannabis regolamentato ben consolidato possa resistere a una contestazione elettorale diretta.
Per il momento, i sondaggi indicano che gli elettori preferiscono il mantenimento del sistema attuale.
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