Mentre la Carolina del Sud si appresta a eleggere il suo prossimo governatore, il dibattito sulla cannabis terapeutica in questo Stato torna ancora una volta alla ribalta. Durante un recente dibattito del secondo turno delle primarie repubblicane, i due candidati in lizza per la candidatura del proprio partito hanno dichiarato di essere disposti a prendere in considerazione una legislazione che autorizzi l’uso medico della cannabis, a condizione che vengano messe in atto rigorose misure di sicurezza.
Queste dichiarazioni sono particolarmente significative in uno Stato che rimane uno dei pochi negli Stati Uniti a non disporre di un programma completo sulla cannabis terapeutica, nonostante anni di sforzi legislativi e un forte sostegno da parte dell’opinione pubblica.
L’attuale vicegovernatrice Pamela Evette ha dichiarato che la sua esperienza personale con un familiare affetto da una malattia in fase terminale ha plasmato il suo punto di vista sulla questione. Riferendosi alla morte di suo padre a causa di un cancro ai polmoni, ha spiegato che avrebbe voluto avere accesso a qualsiasi trattamento in grado di alleviare le sue sofferenze.
«Se l’Assemblea generale mi presenterà, in qualità di governatrice, un disegno di legge che non finisca per aprire la strada all’uso ricreativo, lo valuterò con grande serietà», ha dichiarato.
La signora Evette ha precisato che qualsiasi futura legislazione dovrebbe essere sostenuta da esperti medici e concepita specificamente per i pazienti affetti da patologie gravi, evitando al contempo una legalizzazione su più ampia scala.
Il procuratore generale Alan Wilson sostiene l’accesso dei pazienti
Anche il suo avversario, il procuratore generale Alan Wilson, si è mostrato favorevole a un quadro normativo per la cannabis terapeutica. Wilson ha fatto riferimento alla recente decisione del governo federale di spostare la cannabis dall’Allegato I all’Allegato III della legislazione federale statunitense, sostenendo che tale cambiamento potrebbe facilitare la ricerca medica e lo sviluppo di terapie.
«Ho incontrato tantissimi veterani che soffrono di disturbo da stress post-traumatico», ha dichiarato Wilson, menzionando anche le persone affette da crisi epilettiche, malattie croniche e patologie terminali. «E se esiste la possibilità che possiamo trarne qualche beneficio grazie al suo uso medico, allora la Carolina del Sud dovrebbe seguire l’esempio del governo federale».
Come Evette, Wilson ha operato una chiara distinzione tra l’accesso a fini medici e la legalizzazione a fini ricreativi, affermando di non sostenere l’uso ricreativo della cannabis.
Il secondo turno delle primarie repubblicane è previsto per il 23 giugno e determinerà quale candidato si qualificherà per le elezioni generali.
I democratici sostengono una riforma più ampia in materia di cannabis
Sul fronte democratico, il deputato statale Jermaine Johnson, già candidato del suo partito alla carica di governatore, sostiene la legalizzazione della cannabis terapeutica e promuove un programma di riforma più ampio.
Secondo il suo programma elettorale, Johnson ritiene che la cannabis terapeutica debba essere resa «sicura, legale e accessibile» in tutto lo Stato. Sostiene inoltre che la regolamentazione potrebbe generare opportunità economiche per gli agricoltori e creare nuove entrate fiscali.
Al di là dell’uso terapeutico, Johnson è favorevole a che la questione della legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo sia sottoposta a un referendum a livello statale e si è impegnato a commutare le pene delle persone condannate per reati non violenti legati alla cannabis.
Proseguono gli sforzi legislativi
Questo dibattito fa seguito a diversi anni di tentativi infruttuosi volti all’adozione di una legislazione sulla cannabis terapeutica nella Carolina del Sud. Il senatore repubblicano Tom Davis ha presentato più volte progetti di legge volti a creare un programma rigorosamente regolamentato che consenta ai pazienti affetti da patologie ammissibili di accedere alla cannabis tramite farmacie autorizzate.
Il quadro normativo proposto richiederebbe l’autorizzazione e la supervisione di un medico, limitando al contempo l’accesso ai pazienti affetti da malattie specifiche, patologie croniche o malattie in fase terminale.
Sebbene alcune versioni di questa legislazione siano già state approvate dal Senato della Carolina del Sud, esse si sono più volte arenate alla Camera dei Rappresentanti.
Davis ha sottolineato che le sue proposte sono volutamente conservatrici e incentrate esclusivamente sulla cura dei pazienti. «Richiede l’autorizzazione di un medico per il paziente, nonché la supervisione di un medico», ha affermato. «Prevede che siano i farmacisti a somministrarlo. È un disegno di legge molto conservatore, perché è ciò che vogliono i cittadini della Carolina del Sud».
Forte sostegno dell’opinione pubblica
Mentre i politici rimangono divisi, l’opinione pubblica sembra ampiamente favorevole. Un sondaggio del 2024 ha rivelato un sostegno massiccio alla legalizzazione della cannabis terapeutica al di là delle divisioni politiche, con una maggioranza di democratici, repubblicani ed elettori indipendenti che si sono espressi a favore della riforma.
Anche i recenti sviluppi a livello federale hanno rilanciato il dibattito all’interno dello Stato. A seguito della riclassificazione della cannabis nella categoria III della normativa federale, alcuni attivisti hanno sostenuto che le attuali leggi della Carolina del Sud potrebbero già offrire una via legale per alcuni programmi di cannabis terapeutica. Le autorità statali stanno attualmente cercando di valutarne le implicazioni.