La Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense prosegue l’integrazione della cannabis terapeutica nel quadro normativo federale. A partire dal 5 ottobre 2026, i produttori, i distributori e i laboratori di analisi autorizzati dagli Stati possono accedere a nuovi moduli di registrazione per esercitare le loro attività nell’ambito dell’Allegato III (Schedule III) della legge federale sulle sostanze controllate.
Questa procedura, finora riservata ai dispensari di cannabis terapeutica a partire da aprile, si inserisce nel solco della decisione dell’amministrazione Trump di riclassificare alcuni prodotti a base di cannabis terapeutica, mentre la cannabis ricreativa rimane soggetta all’allegato I, la categoria più restrittiva.
Per le aziende del settore, da tempo alle prese con le contraddizioni tra le legislazioni statali e federali, questa evoluzione apre la strada a un riconoscimento a livello federale, accompagnato da possibili vantaggi fiscali.
La DEA estende la registrazione nell’Allegato III
Il nuovo sistema di registrazione utilizza il modulo 225 della DEA, appositamente adattato alle aziende coinvolte nella produzione, distribuzione o analisi della cannabis terapeutica.
In precedenza, questi operatori potevano presentare le loro richieste tramite un modulo di registrazione federale generico. La procedura aggiornata comprende ora opzioni specifiche che riflettono le attività delle diverse aziende all’interno della catena di approvvigionamento della cannabis terapeutica.
I produttori possono richiedere un’autorizzazione per la coltivazione, la trasformazione, la produzione, il confezionamento e l’etichettatura, nonché per determinati trasferimenti di prodotti a base di cannabis. I distributori possono richiedere l’autorizzazione a ricevere e trasferire prodotti regolamentati, mentre i laboratori di analisi possono richiedere l’autorizzazione a effettuare analisi.
I richiedenti devono specificare se le loro attività riguardano la cannabis terapeutica, la cannabis destinata all’uso ricreativo o entrambe. Devono inoltre fornire informazioni sulle loro licenze statali e indicare le sostanze che intendono trattare.
Per accedere al nuovo quadro normativo, le aziende devono divulgare informazioni sulla loro struttura proprietaria, sulla loro storia in materia di licenze e su eventuali procedimenti giudiziari o disciplinari precedenti. La DEA esamina inoltre i precedenti del personale, comprese eventuali condanne relative a sostanze controllate.
La registrazione comporta una tassa non rimborsabile che varia a seconda delle attività del richiedente.
| Categoria di impresa |
Costi di registrazione |
| Produttori di cannabis terapeutica |
3.699 $ |
| Distributori di cannabis terapeutica |
$1.850 |
| Laboratori di analisi |
296 $ |
Cannabis terapeutica: la fine della norma fiscale 280E per le aziende idonee
Al di là degli oneri amministrativi, la riclassificazione della cannabis terapeutica nell’allegato III potrebbe avere importanti conseguenze finanziarie per le aziende statunitensi.
Finora, l’articolo 280E del Codice fiscale federale statunitense impediva alle aziende che commercializzavano sostanze classificate negli allegati I o II di dedurre i propri costi operativi ordinari dal reddito imponibile. Una particolarità fiscale particolarmente penalizzante per il settore della cannabis, pur essendo legale in numerosi Stati.
La normativa federale adottata ad aprile prevede ora che le aziende operanti nel settore della cannabis terapeutica interessate dalla riclassificazione non siano più soggette a tale restrizione. Possono così beneficiare di detrazioni fiscali sulle spese correnti, in particolare stipendi, affitti o alcune spese operative.
L’Internal Revenue Service (IRS) e il Dipartimento del Tesoro devono ancora precisare le modalità di applicazione di questo nuovo regime.
Tale evoluzione rimane tuttavia limitata alle attività ammissibili. La cannabis ricreativa, tuttora classificata nell’allegato I a livello federale, rimane soggetta alle restrizioni fiscali esistenti. Per le aziende presenti su entrambi i mercati, la distinzione tra attività mediche e ricreative potrebbe quindi diventare una questione contabile e normativa di rilievo. Tanto più che un procedimento separato della DEA sta ancora esaminando la questione di una riclassificazione più ampia della cannabis a livello federale.
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