La Florida si avvicina a una soglia simbolica: quella del milione di pazienti iscritti al suo programma di cannabis terapeutica. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Office of Medical Marijuana Use (OMMU), al 25 settembre 2026 lo Stato americano contava 941.616 pazienti in possesso di una tessera attiva. Una cifra che illustra la portata assunta da questo settore in uno Stato in cui la cannabis a scopo ricreativo rimane vietata.
A quasi dieci anni dall’approvazione della cannabis terapeutica tramite referendum, la Florida dispone ormai di uno dei più importanti programmi di accesso negli Stati Uniti, sostenuto da una rete di diverse centinaia di dispensari e da un’industria strutturata attorno a grandi operatori.
Circa 942.000 pazienti registrati in Florida
L’ultimo rapporto settimanale dell’OMMU, l’ente incaricato di supervisionare il programma della Florida sulla cannabis terapeutica, conta esattamente 941.616 pazienti attivi, pari a circa il 4% della popolazione dello Stato.
Questo numero non corrisponde necessariamente a altrettanti consumatori abituali: si riferisce alle persone in possesso di una tessera paziente valida, che consente loro di acquistare legalmente cannabis terapeutica presso strutture autorizzate.
Il programma continua a crescere, anche se il suo ritmo sembra ora più moderato rispetto ai primi anni. All’inizio di marzo 2026, la Florida contava circa 933.000 pazienti, ovvero quasi 9.000 in meno rispetto alla fine di settembre.
Tale andamento conferma tuttavia il consolidamento della cannabis terapeutica nel sistema sanitario della Florida, dove i pazienti possono accedervi per diverse patologie ammissibili, in particolare alcuni dolori cronici, l’epilessia, il disturbo da stress post-traumatico o ancora i sintomi associati al cancro.
Un mercato medico dai volumi considerevoli
Dietro queste cifre si cela un settore particolarmente sviluppato. Al 25 settembre 2026, la Florida contava 781 dispensari autorizzati, distribuiti su tutto il suo territorio.
Anche i volumi dei prodotti distribuiti consentono di misurare l’importanza del mercato. In una sola settimana, gli operatori hanno dichiarato la distribuzione di oltre 418 milioni di milligrammi di THC, oltre a quasi 150.000 once di fiori di cannabis, pari a circa 4,2 tonnellate.
Tali quantità testimoniano un’intensa attività commerciale, anche se da sole non consentono di stimare il fatturato del settore.
Il mercato della Florida si basa su un sistema di licenze integrate verticalmente. Le aziende autorizzate, denominate Medical Marijuana Treatment Centers (MMTC), devono controllare l’intera filiera, dalla produzione alla vendita al paziente.
Questa organizzazione favorisce l’emergere di operatori dotati di notevoli capacità finanziarie e logistiche. Tra i principali operatori figurano Trulieve, MÜV e Curaleaf, che gestiscono numerosi punti vendita in tutto lo Stato.
La cannabis terapeutica è autorizzata dal 2016, ma non quella ricreativa
Il boom della cannabis terapeutica in Florida ha origine nel referendum del novembre 2016. Quell’anno, oltre il 71% degli elettori aveva approvato l’Emendamento 2, che ampliava notevolmente l’accesso alla cannabis a fini terapeutici.
Da allora, il programma si è progressivamente strutturato. I pazienti devono ottenere una prescrizione da un medico qualificato, essere iscritti al registro ufficiale e disporre di una tessera di identificazione valida per accedere ai prodotti.
Ma questa apertura in ambito medico non è stata accompagnata da una legalizzazione della cannabis per gli adulti. Nel novembre 2024, gli elettori della Florida sono stati chiamati a esprimersi sull’Emendamento 3, che proponeva di autorizzare il possesso e l’acquisto di cannabis a scopo ricreativo per le persone di età pari o superiore a 21 anni. La proposta ha raccolto circa il 56% dei voti, una maggioranza insufficiente per superare la soglia del 60% necessaria per l’adozione di un emendamento costituzionale in Florida.
Il risultato ha mantenuto la separazione tra un mercato medico già molto sviluppato e un uso ricreativo ancora vietato.
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