San Francisco sta portando avanti la proposta di autorizzare locali per il consumo di cannabis, consentendo ai consumatori di assaggiare i prodotti sul posto, accompagnati da cibo e bevande analcoliche, un esperimento paragonato al modello olandese dei coffeeshop.
Al centro di questa iniziativa c’è Rafael Mandelman, presidente del Consiglio dei Supervisori della città, che ha annunciato l’intenzione di presentare un progetto di legge per modificare diversi codici comunali. L’obiettivo: permettere ai locali autorizzati di combinare il consumo di cannabis con i servizi di ristorazione.
“Dobbiamo sostenere la nostra industria della cannabis legale”, ha detto Mandelman in una conferenza stampa. “Troppo spesso e in troppi modi, a San Francisco e in California, facciamo il contrario”
Cambiamento normativo reso possibile dalla legge californiana
La proposta si basa su una riforma statale del 2024 guidata da Matt Haney, che ha legalizzato la vendita di cibi e bevande non infusi negli spazi per il consumo di cannabis. In precedenza, anche le offerte di base come caffè o pasticcini erano proibite, limitando la redditività di questi locali.
“Non aveva senso”, ha detto Haney. “Non si poteva vendere un croissant, un bagel, un caffè, per non parlare della diversità di offerta che avrebbe permesso a un’attività di sopravvivere e prosperare”
Se approvata, l’ordinanza di San Francisco aggiornerà le norme sanitarie, di polizia, di pianificazione e fiscali, aprendo la strada a una nuova generazione di spazi per il consumo sociale di cannabis.
Haney ha sottolineato l’ambizione più ampia che sta dietro alla riforma: “Si tratta anche di cultura e comunità, e di cosa significa per noi essere un luogo che dà forma all’immagine della cultura della cannabis nel mondo”
Diverse città californiane, tra cui San Diego, West Hollywood e Sacramento hanno già adottato questo modello.
Un mercato in difficoltà in cerca di nuovi impulsi
La promozione dei cannabis café arriva in un momento in cui le vendite di cannabis legale in California sono sotto pressione. Secondo Haney, il mercato si è ridotto di circa il 20% dal 2021, spingendo politici e operatori a cercare nuove strategie per rimanere competitivi.
Per molti operatori, i luoghi di consumo rappresentano una potenziale soluzione. Offrendo un’esperienza più coinvolgente e sociale, questi locali potrebbero aiutare gli operatori legali a distinguersi dal mercato illecito e ad attrarre sia i locali che i turisti.
Gli imprenditori si stanno già preparando a cogliere questa opportunità. Will Dolan, proprietario di un dispensario locale, ha descritto la proposta come un’opportunità per realizzare finalmente la sua visione: uno spazio ibrido che combina cannabis, caffè, snack e intrattenimento dal vivo.
“Questa legislazione mi permetterà finalmente di realizzare il mio sogno di aprire uno spazio all’incrocio tra cannabis e ospitalità, dove la comunità possa riunirsi, consumare cannabis e godersi cose come caffè, snack, spuntini e intrattenimento, come musica o stand-up”, ha detto a un giornale locale.
Per un’esperienza di cannabis normalizzata
Al di là degli aspetti economici, il dibattito riflette un più ampio movimento verso la normalizzazione del consumo di cannabis in ambienti regolamentati. I sostenitori sostengono che l’integrazione della cannabis nei luoghi sociali di tutti i giorni, come bar o caffè, può contribuire a un ecosistema più responsabile e trasparente.
Gli operatori la vedono anche come un modo per migliorare l’esperienza dei clienti in quello che rimane un “mercato molto difficile”, secondo gli imprenditori locali.
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