Connect with us

A tre anni dalla legalizzazione della cannabis terapeutica, l’Albania continua a definirne le norme

Published

on

Normativa sulla cannabis terapeutica in Albania
Seguici su Facebook
PUBBLICITÀ

Tre anni dopo aver legalizzato la cannabis a scopo medico, l’Albania continua a gettare le basi per la sua futura industria. Sebbene il Parlamento abbia autorizzato la coltivazione e la trasformazione già a partire dal luglio 2023, l’attuazione del provvedimento procede gradualmente, tra annunci di licenze, interrogativi sulle superfici autorizzate e l’adozione progressiva di nuovi obblighi per gli operatori.

Ultima tappa in ordine di tempo: nell’ottobre 2026, il governo albanese ha adottato una nuova serie di misure volte a regolamentare l’intera filiera produttiva della cannabis terapeutica e industriale. In programma: tracciabilità delle piante dal seme all’esportazione, videosorveglianza permanente, ispezioni a sorpresa e rafforzamento dei poteri dell’Agenzia nazionale di controllo della cannabis.

Queste disposizioni dovrebbero consentire di strutturare una filiera legale in un paese storicamente associato alla produzione illecita di cannabis, fornendo al contempo maggiori garanzie agli investitori e alle autorità di controllo.

Una legalizzazione che tarda a concretizzarsi

Nel luglio 2023, il Parlamento albanese ha approvato, con 69 voti contro 23, una legge che autorizza la coltivazione e la trasformazione della cannabis a fini medici e industriali. Il testo prevedeva in particolare la creazione di un’autorità incaricata di supervisionare le attività dei futuri operatori.

PUBBLICITÀ

Ma il passaggio dalla legalizzazione all’effettiva creazione di un settore regolamentato si sta rivelando più complesso. Nel giugno 2025, il governo ha annunciato autorizzazioni relative a circa 29.000 ettari, mentre il limite massimo legale di coltivazione era stato presentato come limitato a 200 ettari. Questa apparente contraddizione aveva suscitato aspre critiche da parte dell’opposizione e sollevato interrogativi sulle modalità di assegnazione delle licenze.

A tre anni dall’approvazione della legge, l’Albania non ha quindi ancora completato l’attuazione del quadro normativo relativo al proprio settore della cannabis terapeutica.

Tracciabilità obbligatoria dal seme all’esportazione

La nuova normativa istituisce un sistema di tracciabilità della cannabis, dal seme all’esportazione, che copre tutte le fasi della produzione, dalla coltivazione alla trasformazione, passando per l’essiccazione, lo stoccaggio e il trasporto. Gli operatori dovranno registrare i movimenti delle piante e delle materie prime in un registro nazionale centralizzato, che registrerà anche le licenze, le ispezioni e le eventuali sanzioni amministrative. Le coltivazioni dovranno essere identificate con precisione e le autorità dovranno essere informate almeno 15 giorni prima di ogni raccolta, i cui volumi dovranno essere immediatamente dichiarati.

Il dispositivo rafforza inoltre i poteri dell’Agenzia nazionale di controllo della cannabis, che potrà accedere in qualsiasi momento alle telecamere di sorveglianza degli impianti autorizzati e avvalersi di tecnologie di controllo a distanza, in particolare droni, sensori ambientali e sistemi satellitari. Oltre alle ispezioni programmate, l’agenzia potrà effettuare controlli a sorpresa in caso di sospetto di irregolarità, mancata dichiarazione o violazione degli obblighi di sicurezza. Le informazioni raccolte potranno essere utilizzate come prove nell’ambito di procedimenti amministrativi, civili o penali.

PUBBLICITÀ

Con questi nuovi requisiti, l’Albania intende garantire un controllo continuo della propria filiera legale e limitare i rischi di dirottamento verso il mercato illegale, per evitare di ripetere quanto accaduto in Macedonia del Nord, imponendo al contempo ai futuri operatori importanti obblighi tecnici e amministrativi.

Una filiera da costruire sullo sfondo di un traffico storico

Il rafforzamento della normativa interviene in un paese in cui la produzione illecita di cannabis occupa storicamente un posto importante. Secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), l’Albania figura tra i principali produttori di cannabis coltivata all’aperto nella regione dei Balcani. Sebbene i sequestri siano fortemente diminuiti, passando da 78 tonnellate nel 2017 a circa 3,6 tonnellate nel 2021, la coltivazione clandestina rimane una sfida per le autorità.

La prospettiva di un’industria legale ha inoltre suscitato preoccupazioni riguardo ai rischi di infiltrazione del settore da parte della criminalità organizzata. L’opposizione albanese ha in particolare denunciato la mancanza di trasparenza nell’assegnazione delle autorizzazioni alla coltivazione, temendo che la nuova filiera possa avvantaggiare reti già radicate nel Paese.

In questo contesto, i nuovi obblighi di tracciabilità e sorveglianza dovrebbero consentire alle autorità di distinguere meglio le attività legali dai circuiti illeciti. Resta da vedere se questo sistema, particolarmente rigoroso sulla carta, potrà essere applicato efficacemente man mano che la filiera si svilupperà.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

Sweet Seeds

Siti partner

Acquista i migliori semi di cannabis femminizzati da Original Sensible Seeds, inclusa la loro varietà di punta Bruce Banner #3.

Trending

Trovaci su logo Google NewsNewsE in altre lingue:Newsweed FranceNewsweed EspañaNewsweed NederlandNewsweed PortugalNewsweed Deutschland

Newsweed è la principale fonte di informazioni sulla cannabis legale in Europa - © Newsweed