La Grecia sta inasprendo notevolmente la normativa sul CBD e sui prodotti derivati dalla canapa, costringendo alcuni oli di CBD a spettro completo e altri estratti naturali a scomparire dal mercato.
Il nuovo quadro normativo, precisato dal Ministero della Salute greco il 15 settembre, limita notevolmente la gamma di cannabinoidi che possono essere venduti legalmente e potrebbe trasformare il settore della canapa nel Paese.
Queste misure derivano da una legge approvata a luglio e obbligano già ora le aziende a ritirare dal mercato o a modificare la composizione di prodotti che erano commercializzati legalmente da diversi anni.
Una definizione molto più restrittiva dei prodotti legali a base di CBD
Al centro di questa riforma c’è un cambiamento nel modo in cui la Grecia definisce i prodotti derivati dalla cannabis autorizzati. La legislazione riconosce alcuni cosmetici e integratori alimentari, nonché una categoria specifica che comprende i prodotti contenenti «esclusivamente cannabidiolo (CBD)».
Questa formulazione pone fin da subito un problema per gli estratti di canapa a spettro completo.
A differenza dei prodotti a base di isolato di CBD, gli oli a spettro completo contengono naturalmente diversi composti derivati dalla pianta. Oltre al cannabidiolo, possono contenere piccole quantità di THC e cannabinoidi minori come il CBG, il CBC e il CBN. I prodotti ad ampio spettro generalmente eliminano il THC, pur conservando alcuni di questi altri composti.
In precedenza, la normativa greca offriva un margine di manovra nettamente più ampio per questo tipo di formulazioni, comprendendo i prodotti derivati da varietà di Cannabis sativa contenenti fino allo 0,3% di THC, nonché i prodotti a base di CBD.
Secondo KANNABIO, un produttore greco di canapa biologica intervistato da HempToday, questa nuova interpretazione implica che i prodotti contenenti THC potrebbero ora essere vietati, indipendentemente dalla concentrazione, per quanto bassa essa sia.
L’azienda precisa che i suoi estratti a spettro completo contengono generalmente meno dello 0,2% di THC, mentre le formulazioni a spettro ampio possono contenere tracce misurabili inferiori allo 0,05%.
I produttori di canapa mettono in guardia da un grave sconvolgimento del mercato
Per gli operatori greci, l’adeguamento alle norme potrebbe quindi richiedere una significativa riformulazione. In alcuni casi, le aziende potrebbero dover sostituire gli estratti naturali a spettro completo con cannabidiolo isolato.
Anche questo approccio potrebbe lasciare alcune questioni in sospeso. Il CBD altamente purificato estratto dalla canapa può conservare quantità minime di altri cannabinoidi, il che solleva incertezze sul rigore con cui le autorità interpreteranno il requisito secondo cui i prodotti devono contenere «esclusivamente» CBD.
Michalis Theodoropoulos, fondatore e amministratore delegato di KANNABIO e figura di spicco di lunga data nel settore greco della canapa, ha criticato aspramente questi cambiamenti.
«Il ministro della Salute sta facendo regredire la Grecia di 15 anni in materia di regolamentazione del mercato legale della cannabis, creando al contempo condizioni di concorrenza sleale e di sfruttamento monopolistico a vantaggio di specifici interessi commerciali», ha dichiarato a HempToday.
Egli sostiene inoltre che questa modifica normativa potrebbe colpire in modo sproporzionato i piccoli produttori.
«Ne consegue una brutale ridistribuzione del mercato: i piccoli e medi produttori di canapa industriale perdono i prodotti in cui hanno investito, mentre le grandi aziende di cannabis terapeutica integrate verticalmente si trovano in una posizione nettamente più vantaggiosa per colmare il vuoto così creato», ha dichiarato Theodoropoulos.
Anche i cannabinoidi minori potrebbero scomparire dagli scaffali
L’impatto potrebbe estendersi oltre gli oli contenenti THC. Anche i prodotti a base di cannabinoidi minori, compreso il CBG, potrebbero anch’essi non rientrare più nella nuova definizione, pur non contenendo THC rilevabile.
Le interpretazioni giuridiche greche citate da HempToday indicano che gli estratti ad ampio spettro e le formulazioni contenenti cannabinoidi diversi dal CBD potrebbero non rientrare più nella nuova definizione.
I medicinali a base di cannabinoidi soggetti a prescrizione medica, dal canto loro, rimangono disciplinati dal quadro normativo greco specifico per i medicinali, in particolare il CBD farmaceutico e il sistema nazionale di cannabis terapeutica.
La Grecia aggiunge un nuovo ostacolo al mercato europeo del CBD
Le restrizioni greche si inseriscono in un contesto normativo europeo già difficile, con l’inclusione del CBD nel catalogo Novel Food, senza l’obbligo per gli Stati di attenersi ad esso, e un’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che nel 2026 ha raccomandato un livello provvisorio di assunzione sicuro per il CBD pari a 0,0275 mg per chilogrammo di peso corporeo, che equivale a circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 chilogrammi.
Per le aziende greche del settore della canapa, la combinazione delle norme alimentari dell’UE e delle nuove restrizioni nazionali sui cannabinoidi potrebbe ridurre notevolmente la gamma di prodotti che sono in grado di offrire.
«Ecco la formula greca: prima si lascia che un mercato si sviluppi; poi si privano le piccole imprese dei prodotti che hanno creato; e infine si lascia campo libero solo a chi dispone del potere finanziario, tecnologico e politico necessario per sopravvivere», ha dichiarato Theodoropoulos.
Una situazione che ricorda quella della Francia, dove il settore del CBD si trova oggi ad affrontare difficoltà simili.
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