Sin dal loro ingresso sul mercato, i prodotti al CBD si sono sviluppati attorno a una semplice promessa: proporre il cannabidiolo in tutte le forme possibili. Fiori, resine, caramelle gommose, capsule… e naturalmente oli, diventati uno dei formati iconici del settore. Ma mentre le autorità francesi intendono ora escludere dal mercato i prodotti alimentari contenenti CBD, gli operatori del settore sono spinti a esplorare un’altra strada: mantenere gli usi, ripensando completamente le formulazioni.
È proprio questa la sfida che CBD.fr ha deciso di raccogliere con la sua nuova gamma di oli CB2: oli senza CBD e senza THC, concepiti come alternativa in un contesto normativo diventato nettamente più restrittivo.
Quando l’amministrazione spinge il mercato a reinventarsi
Il quadro giuridico del CBD non è cambiato improvvisamente. Sono piuttosto la sua interpretazione e, soprattutto, la sua applicazione da parte delle autorità francesi a essere oggi al centro delle tensioni.
Basandosi in particolare sulla normativa europea relativa ai «Novel Foods», l’amministrazione intende impedire la commercializzazione di prodotti alimentari contenenti CBD in assenza di un’autorizzazione preventiva. Un’interpretazione contestata da una parte degli operatori del settore, che ne mettono in discussione il fondamento e la portata giuridica.
Per gli operatori del settore del CBD, questa offensiva amministrativa crea tuttavia una situazione molto concreta: anche senza un nuovo divieto sancito dalla legge, alcune categorie di prodotti si trovano direttamente minacciate.
Gli oli sono particolarmente interessati. E piuttosto che rinunciare a uno dei formati più popolari sul mercato, CBD.fr ha scelto di mantenere l’olio e le sue modalità d’uso, ma di modificarne il contenuto.
Dal CBD al «Complesso CB2»
Il nome potrebbe creare confusione: il CB2 non è in questo caso un nuovo cannabinoide che si aggiunge alla lunga lista di CBD, CBG o CBN ormai familiari ai consumatori. Il Complesso CB2 proposto da CBD.fr non contiene infatti né CBD né THC.
La sua formulazione si basa in particolare sul PEA (palmitoylethanolamide), sul beta-cariofillene e su estratti vegetali come la magnolia. Il beta-cariofillene presenta una particolarità interessante: questo terpene, naturalmente presente in diverse piante, è oggetto di studio soprattutto per la sua interazione con i recettori CB2 del sistema endocannabinoide, da cui deriva il nome scelto per la linea.
CBD.fr propone questo complesso in diverse linee di prodotti quali oli, capsule e caramelle CB2. L’idea è quella di riproporre un formato e un rituale già ben noti agli utilizzatori di oli al CBD, ma attraverso una formulazione che se ne distacca.
Il post-CBD sarà… senza CBD?
Negli ultimi anni, la corsa all’innovazione passava spesso attraverso la scoperta o la valorizzazione di un nuovo cannabinoide o di un estratto full spectrum specifico. Dopo il CBD sono così arrivati il CBG o il CBN, con più o meno successo.
Piuttosto che cercare il prossimo cannabinoide da commercializzare, il settore sta cercando di capire cosa i consumatori cercassero realmente in questi prodotti: un rituale, un formato pratico e una risposta a esigenze legate al relax o al sonno.
La linea Complexe CB2 di CBD.fr illustra questo nuovo approccio. Non mira tanto a inventare «il nuovo CBD», quanto a mantenere alcuni elementi chiave che hanno determinato il successo degli oli, esplorando al contempo altri ingredienti.
Il CB2 sostituirà quindi il CBD? È ovviamente troppo presto per dirlo, e i due approcci non sono equivalenti. Ma questa nuova generazione di formulazioni potrebbe benissimo preannunciare un’evoluzione inaspettata del settore: dopo aver trascorso anni a esplorare i cannabinoidi, una parte dell’ecosistema del CBD sta ora iniziando a immaginare il proprio futuro… senza CBD.
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