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L’industria francese del CBD contesterà in tribunale il piano di controllo dei prodotti a base di CBD

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L'industria francese del CBD porta il governo francese in tribunale
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L’industria francese dei CBD intraprenderà un’azione legale contro l’ultimo piano di controllo del governo rivolto ai prodotti alimentari contenenti cannabidiolo. I vari operatori ci hanno confermato che presenteranno un ricorso congiunto al Conseil d’État.

L’azione legale sarà condotta più o meno congiuntamente dall’UIVEC, dall’Unione dei professionisti del CBD (UPCBD) e dall’Associazione francese dei produttori di cannabinoidi (AFPC). Secondo queste organizzazioni, il ricorso sarà accompagnato da una richiesta di sospensione d’emergenza della misura e sarà presentato già a giugno.

Quest’ultima controversia fa seguito all’impiego di un piano di controllo presentato ad aprile dalla Direction générale de l’alimentation (DGAL), un dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, senza consultare l’industria. Il piano mira a intensificare i controlli sui prodotti alimentari contenenti CBD, minacciando di fatto la metà dei prodotti a base di CBD presenti sul mercato francese.

Una giustificazione contorta

Al centro del disaccordo c’è la giustificazione del governo per la misura. Le autorità hanno citato le preoccupazioni per l’emergere di nuovi cannabinoidi sintetici e i rischi per la salute associati. Tuttavia, il piano di controllo non prende di mira specificamente le sostanze responsabili di questi incidenti, ma solo i prodotti a base di CBD.

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“La nostra posizione è chiara: questo piano manca il suo obiettivo di salute pubblica. Le autorità citano i nuovi cannabinoidi sintetici come giustificazione, quando sono proprio queste sostanze che il piano non prende specificamente di mira. I casi di intossicazione riportati dall’ANSM (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé) e dall’ANSES (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail) sono causati da sostanze stupefacenti aggiunte ai prodotti, non dal CBD estratto dalla pianta di canapa”

I rappresentanti dell’industria stanno cercando di chiarire la distinzione tra i cannabinoidi estratti dalla canapa e i cannabinoidi sintetici, che sono soggetti a un controllo normativo sempre più severo in tutta Europa. Essi sostengono che l’approccio del governo crea confusione tra queste categorie e rischia di penalizzare gli operatori che lavorano all’interno del quadro giuridico esistente.

Le organizzazioni agricole si uniscono alle critiche

Oltre ai produttori e ai distributori, anche diverse organizzazioni agricole hanno espresso le loro preoccupazioni in merito alla misura.

In una lettera aperta al Ministro dell’Agricoltura, la Confédération paysanne ha invitato il governo ad abbandonare il regime, sottolineando il ruolo del settore della canapa nel sostenere oltre 1.500 aziende agricole in tutta la Francia. L’organizzazione ha avvertito che l’incertezza normativa potrebbe avere conseguenze significative per i coltivatori che hanno investito nella produzione di cannabinoidi.

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Anche la FNSEA, il più grande sindacato agricolo francese, ha preso posizione sulla questione. In una dichiarazione congiunta con l’AFPC, ha criticato l’approccio del governo, sostenendo che la misura è stata introdotta senza una preventiva consultazione con le parti interessate del settore e senza alcun periodo di transizione.

La scorsa settimana l’AFPC ha ottenuto un incontro con il Ministero dell’Agricoltura, ma non sono stati compiuti progressi concreti.

Per il mercato francese del CBD, le prossime settimane saranno decisive. Poiché le autorità pubbliche non sembrano rispondere alle argomentazioni delle organizzazioni di categoria, l’azione legale rimane l’ultima opzione per salvare il settore.

L’esito delle discussioni potrebbe determinare non solo il futuro dei prodotti alimentari contenenti CBD in Francia, ma anche il quadro normativo di un settore che è cresciuto rapidamente negli ultimi anni e che oggi coinvolge migliaia di operatori agricoli e commerciali.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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