Il tribunale di primo grado di Amberg, in Germania, ha assolto alla fine di aprile un commerciante accusato di aver venduto illegalmente fiori di canapa contenenti meno di 0,3% di THC. Poiché la procura ha successivamente ritirato il ricorso, la sentenza è definitiva.
Questa decisione mette direttamente in discussione la « clausola di intossicazione » in vigore da tempo in Germania, una disposizione giuridica che consentiva alle autorità di perseguire i commercianti di prodotti a base di canapa conformi alla normativa, con la motivazione che questi potevano teoricamente essere trasformati per produrre un effetto intossicante.
Da anni questa clausola rappresentava uno dei principali ostacoli giuridici con cui si scontravano le industrie tedesche del CBD e della canapa, sebbene i prodotti rispettassero i limiti europei relativi al THC.
La fine di un ostacolo giuridico specifico della Germania?
A differenza di altri paesi europei, la Germania ha mantenuto un’interpretazione giuridica che consentiva ai pubblici ministeri di perseguire le aziende del settore della canapa anche quando i prodotti rispettavano la soglia legale di THC.
Tale approccio si basava in gran parte su una sentenza emessa nel 2021 dalla Corte federale di giustizia, secondo la quale quantità sufficientemente elevate di fiori di canapa contenenti più dello 0,1% di THC potevano teoricamente essere trasformate per produrre un effetto psicotropo. Questo ragionamento ha portato a indagini, sequestri di prodotti e procedimenti penali nei confronti di rivenditori e produttori di canapa coltivata legalmente.
Il Tribunale di primo grado di Amberg ha ora adottato un punto di vista diverso.
Il suo ragionamento è strettamente legato alla legalizzazione parziale della cannabis in Germania attraverso la legge sul consumo di cannabis (KCanG). Poiché gli adulti possono ora procurarsi legalmente cannabis contenente THC, il tribunale ha concluso che il rischio teorico che qualcuno tenti di intossicarsi utilizzando canapa industriale a basso contenuto di THC non fosse più realistico.
Sebbene questa sentenza non invalidi automaticamente la clausola di intossicazione a livello nazionale, indebolisce notevolmente l’argomentazione giuridica su cui si sono basati i procedimenti penali per anni.
Anni di incertezza per le aziende del settore della canapa
Le conseguenze della clausola sull’intossicazione si sono estese ben oltre le aule di tribunale.
Secondo i dati citati dai rappresentanti del settore, la Germania ha perso 1.842 ettari di coltivazioni di canapa industriale nel 2025, mentre 127 agricoltori hanno abbandonato completamente la produzione di canapa. L’incertezza giuridica avrebbe colpito anche gli istituti di ricerca e i musei, alcuni dei quali hanno perso le autorizzazioni alla coltivazione.
Per molte aziende, il rischio di procedimenti penali ha scoraggiato gli investimenti in un mercato in piena espansione in tutta Europa. Produttori e rivenditori si sono spesso trovati a dover affrontare sequestri e lunghi procedimenti giudiziari, pur vendendo varietà di canapa autorizzate dalla normativa europea.
Questa decisione viene quindi accolta come un passo importante verso il ripristino della fiducia nel settore.
Il Parlamento potrebbe portare a termine la riforma
Questo sviluppo giudiziario arriva mentre i legislatori stanno già valutando riforme più ampie.
Un disegno di legge attualmente all’esame del Bundestag propone di eliminare del tutto la clausola relativa all’effetto psicotropo. Tale progetto di legge prevede inoltre di innalzare la soglia di THC consentita per la canapa industriale all’1% e di autorizzare la coltivazione della canapa in ambiente chiuso, due richieste avanzate da tempo dal settore.
Sebbene la proposta non sia ancora stata approvata, la sentenza emessa in Baviera dà nuovo slancio alle richieste di una modifica legislativa.
Nel frattempo, la decisione di Amberg offre ai produttori e ai commercianti di canapa una base giuridica più solida nelle cause in corso. Altri tribunali potrebbero ora seguire lo stesso ragionamento, anche se ogni caso continuerà a essere valutato singolarmente fino a quando il Parlamento o i tribunali di grado superiore non forniranno chiarimenti a livello nazionale.
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