L’offerta pubblica di acquisto ostile di Curaleaf su Aurora Cannabis fatica a superare gli ostacoli. Dopo il rifiuto unanime della sua prima proposta da parte del consiglio di amministrazione del produttore canadese, Curaleaf Holdings ha deciso di rilanciare l’offerta. Il 5 ottobre il gruppo ha annunciato un aumento del 25% della propria offerta, ora valutata a 5 dollari USA per azione Aurora, migliorando al contempo diverse condizioni.
Una nuova offensiva che testimonia la resistenza di Aurora Cannabis e la necessità, per Curaleaf, di rendere la propria offerta più allettante agli occhi degli azionisti. Aurora, tuttavia, non si arrende: il gruppo continua a chiedere agli azionisti di non prendere alcuna decisione prima della presentazione e dell’esame formale dell’offerta rivista.
Un’offerta di Curaleaf aumentata del 25%
Secondo le nuove condizioni annunciate, gli azionisti di Aurora Cannabis riceverebbero 0,4013 azioni Curaleaf e 1 dollaro in contanti per ogni azione Aurora. La proposta iniziale prevedeva 0,3463 azioni Curaleaf e 0,75 dollari in contanti, per un valore di circa 4 dollari al momento dell’annuncio ad agosto.
Curaleaf valuta ora la propria offerta a 5 dollari per azione, ovvero un premio dell’86% rispetto al prezzo medio ponderato su 30 giorni di Aurora, che al 10 agosto era pari a 2,75 dollari, alla vigilia dell’annuncio della sua intenzione di lanciare un’offerta.
Il gruppo ha inoltre aumentato del 20% il prezzo massimo dell’operazione, che passa da 5 a 6 dollari per azione Aurora.
Curaleaf assicura di aver rafforzato la propria offerta dopo aver dialogato con una parte significativa dell’azionariato di Aurora. Il suo presidente e CEO Boris Jordan afferma che questi investitori sostengono la logica strategica di una fusione.
Un futuro gigante internazionale della cannabis?
Per Curaleaf, la posta in gioco va ben oltre l’acquisizione di un concorrente canadese. Il gruppo presenta la fusione come l’occasione per creare una piattaforma internazionale nel settore della cannabis con attività in 17 paesi.
In termini di fatturato, il nuovo gruppo registrerebbe oltre 1,5 miliardi di dollari di fatturato su dodici mesi, quasi 350 milioni di dollari di EBITDA rettificato e una capitalizzazione di mercato superiore a 3 miliardi di dollari. Curaleaf prevede inoltre almeno 40 milioni di dollari di sinergie annuali.
L’operazione consentirebbe in particolare agli azionisti di Aurora di mantenere un’esposizione alle attività internazionali del gruppo canadese, accedendo al contempo al portafoglio statunitense di Curaleaf.
L’acquirente ha inoltre accettato di integrare nei propri documenti i bilanci pro forma richiesti da Aurora e ha prorogato la scadenza della propria offerta al 4 dicembre 2026 alle ore 23:59, ora delle Montagne Rocciose.
Aurora Cannabis continua a chiedere ai propri azionisti di attendere
Queste concessioni non sono ancora sufficienti a convincere Aurora Cannabis. Il gruppo di Edmonton sottolinea che l’annuncio del 5 ottobre non costituisce, di per sé, un’offerta rivista formalmente presentata.
«L’annuncio fatto oggi da Curaleaf non costituisce un’offerta rivista ufficiale, e Aurora non ha ancora ricevuto i documenti necessari per procedere a una valutazione completa e in buona e debita forma», ha dichiarato Miguel Martin, presidente esecutivo e amministratore delegato di Aurora.
Il comitato speciale composto da amministratori indipendenti intende esaminare i documenti definitivi prima che il consiglio formuli una nuova raccomandazione. Nel frattempo, Aurora mantiene quindi la sua linea guida: gli azionisti non devono intraprendere alcuna azione in merito all’offerta ostile.
Aurora ritiene inoltre che il proprio intervento presso l’Alberta Securities Commission abbia già dato i suoi frutti. Il gruppo aveva contestato, in particolare, l’assenza di bilanci pro forma e la tempistica iniziale dell’offerta. Due punti che Curaleaf prevede ora di modificare.
La battaglia per Aurora
L’aumento dell’offerta risponde anche a una delle principali critiche mosse alla prima proposta: il suo equilibrio finanziario. Aurora disponeva infatti di ingenti liquidità, mentre la struttura iniziale dell’offerta limitava il potenziale di crescita per i suoi azionisti, esponendoli al contempo alle fluttuazioni del corso azionario di Curaleaf.
Mettendo più liquidità sul tavolo e aumentando la componente azionaria, Curaleaf sta ora cercando di rendere il proprio progetto più difficile da respingere.
Il prossimo passo sarà tuttavia determinante: la presentazione formale dell’offerta rivista e la sua valutazione da parte del comitato speciale di Aurora Cannabis. Fino alla sua raccomandazione ufficiale, la battaglia rimane aperta.
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