I ricercatori dell’Università Federale di Viçosa (UFV) in Brasile stanno studiando se le fibre di canapa possano contribuire a migliorare la qualità e la durata dei prodotti in carta riciclata. Condotto in collaborazione con la start-up Buds INC, il progetto si concentra sulle fibre estratte da steli, rami e radici delle piante di Cannabis, con l’obiettivo di rafforzare la carta riciclata che, in genere, perde resistenza dopo diversi cicli di riutilizzo.
Il Brasile vanta una delle più grandi industrie di carta riciclata al mondo. Secondo i dati del settore, il Paese tratta circa 6,6 milioni di tonnellate di fibre riciclate all’anno, il che rende potenzialmente significativo per il settore qualsiasi miglioramento dell’efficienza del riciclaggio.
I ricercatori ritengono che le caratteristiche naturali della canapa, in particolare la lunghezza delle sue fibre e la resistenza meccanica, potrebbero aiutare a superare uno dei principali limiti del riciclaggio della carta: il progressivo degrado delle fibre di cellulosa.
Prolungare la durata della carta riciclata
Il riciclaggio tradizionale della carta si basa su fibre di cellulosa che si accorciano e si indeboliscono ad ogni riutilizzo. I prodotti in carta riciclata finiscono per perdere la loro integrità strutturale e richiedono l’aggiunta di nuove materie prime.
Il team dell’UFV sta studiando se l’incorporazione controllata di fibre di canapa nella pasta riciclata possa ripristinare, o addirittura migliorare, le proprietà originali della carta.
«È proprio qui che entra in gioco questo materiale. L’aggiunta controllata di fibre di canapa alla pasta di carta riciclata permette di recuperare la resistenza originaria della carta», spiega Gustavo Baêsso, ingegnere forestale e ricercatore coinvolto nel progetto.
Secondo Baêsso, i primi risultati suggeriscono che questa tecnologia potrebbe offrire vantaggi ancora più significativi di quanto inizialmente previsto.
«In alcuni casi è possibile ottenere proprietà meccaniche superiori a quelle del materiale di origine, il che ne prolunga notevolmente la durata e ne migliora le prestazioni», conclude Baêsso.
Il progetto sta attualmente entrando nella sua fase finale, con i ricercatori impegnati a consolidare i risultati delle prove meccaniche effettuate su campioni di carta contenenti diverse concentrazioni di fibre di canapa. I risultati dovrebbero essere sottoposti a riviste scientifiche per essere sottoposti a revisione tra pari.
Potenziali vantaggi in termini di sostenibilità
Al di là delle prestazioni tecniche del materiale, i ricercatori sottolineano le implicazioni ambientali del progetto. L’aumento della sostenibilità della carta riciclata potrebbe ridurre la domanda di risorse provenienti da foreste vergini e migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi di riciclaggio.
Il coordinatore del progetto, Marcelo Moreira da Costa, ha sottolineato l’impatto più ampio di questo lavoro, affermando: «Oltre ai vantaggi tecnici ed economici, l’l’uso delle fibre di canapa come rinforzo rappresenta un importante passo avanti dal punto di vista della sostenibilità, aumentando l’efficienza del riciclaggio e riducendo la pressione sulle materie prime forestali tradizionali.»
La canapa è sempre stata utilizzata nella produzione di carte speciali grazie alle sue fibre liberiane lunghe e resistenti, ma la sua adozione su larga scala è stata spesso limitata dalle restrizioni alla coltivazione e dai costi di trasformazione.
La ricerca brasiliana potrebbe contribuire a mettere in luce nuove opportunità commerciali per la canapa nei settori della carta e dell’imballaggio.
Brevetti e ambizioni internazionali
Il progetto è stato avviato nel febbraio 2024 grazie alla partnership dell’università con Embrapii, l’agenzia pubblica brasiliana per l’innovazione, e ha ricevuto un finanziamento complessivo di circa 932.000 R$ (circa 150.000 €). La ricerca ha già portato alla presentazione di una domanda di brevetto relativa ai metodi di coltivazione e trasformazione sviluppati nel corso dell’iniziativa.
Il progetto ha inoltre consentito lo sviluppo di una tecnica di moltiplicazione su larga scala. Partendo da soli 14 semi, i ricercatori avrebbero prodotto oltre 4.000 piantine di canapa in quattro mesi.
Il team ha inoltre messo a punto un metodo di clonazione denominato «minicutting», concepito per accelerare la produzione vegetale mantenendo al contempo elevati tassi di successo nell’attecchimento.
Nel 2025, i membri del progetto si sono recati negli Stati Uniti per presentare i propri risultati e promuovere le potenziali applicazioni industriali delle fibre di canapa. Sono previste ulteriori attività di promozione a livello internazionale, mentre i ricercatori continuano a cercare partner commerciali e scientifici.
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