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La riclassificazione della cannabis da parte di Trump è sotto attacco legale

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Trump citato in giudizio per la riclassificazione della cannabis
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L’iniziativa di riclassificazione della cannabis dell’amministrazione Trump sta affrontando una crescente opposizione legale, con diverse cause che cercano di annullare uno dei cambiamenti più significativi alla politica federale sulla cannabis degli ultimi anni.

Dopo la causa intentata da tre procuratori generali repubblicani, una nuova coalizione di organizzazioni anti-cannabis, professionisti del trattamento delle dipendenze, medici e un’azienda farmaceutica di cannabis ha lanciato una causa separata che prende di mira sia la politica stessa che il modo in cui è stata attuata.

Le cause aggiungono ulteriore incertezza al futuro della riforma federale della cannabis negli Stati Uniti, nonostante gli sforzi dell’amministrazione per accelerare le modifiche alle leggi.

Un importante cambiamento nella politica federale sulla cannabis

Nell’aprile 2026, il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha firmato un ordine esecutivo che trasferisce i prodotti a base di cannabis regolati dai programmi medici statali, così come i farmaci a base di cannabis approvati dalla Food and Drug Administration (FDA), dalla scheda I alla scheda III del Federal Controlled Substances Act (CSA).

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Questo ha segnato un cambiamento significativo rispetto a decenni di politica federale. La Schedule I è riservata alle sostanze considerate prive di un uso medico riconosciuto e con un alto potenziale di abuso, mentre la Schedule III comprende le droghe riconosciute di valore medico e con un profilo di rischio inferiore.

L’azione dell’amministrazione non ha risolto completamente la questione dello status della cannabis secondo la legge federale. Ha invece creato un quadro provvisorio che si applica specificamente ai prodotti a base di cannabis medica con licenza statale e ai farmaci a base di cannabis approvati dalla FDA. Un processo di revisione amministrativa più ampio è ancora in corso e si prevede che prenderà in considerazione la possibilità di riclassificare anche la cannabis ricreativa per uso adulto.

I sostenitori della riforma hanno salutato la misura come un passo pragmatico verso l’allineamento della legge federale alla realtà dei programmi statali sulla cannabis. Gli oppositori, invece, sostengono che l’amministrazione ha aggirato le procedure stabilite e ha messo in atto un quadro normativo legalmente discutibile.

La nuova causa prende di mira direttamente Trump

L’ultima sfida legale è stata presentata alla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia da una coalizione composta da New Directions Addiction Recovery Services, Cannabis Industry Victims Educating Litigators (CIVEL), MMJ International Holdings e due medici.

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A differenza di alcuni casi precedenti, questa causa nomina direttamente il presidente Donald Trump come imputato insieme al Dipartimento di Giustizia (DOJ), alla Drug Enforcement Administration (DEA), a Todd Blanche e all’amministratore della DEA Terrance Cole.

I querelanti sostengono di aver subito, o di essere in procinto di subire, un danno a causa dell’ordine di riclassificazione federale e contestano la decisione in tribunale.

Secondo la denuncia, l’amministrazione non ha rispettato i requisiti legali essenziali prima di emettere l’ordine. La causa sostiene che il Dipartimento di Giustizia non ha condotto un’adeguata procedura di notifica e commento, non ha tenuto un’udienza amministrativa formale e non ha considerato adeguatamente le raccomandazioni del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) durante il processo decisionale.

I querelanti chiedono alla corte di sospendere l’ordine di riclassificazione mentre il caso viene riesaminato e, in ultima analisi, di dichiarare la misura illegale.

Asserzioni relative a una classificazione “ibrida” della cannabis

Una delle argomentazioni centrali sollevate dalla coalizione riguarda quella che descrive come la creazione di una nuova categoria normativa non autorizzata per la cannabis.

Secondo la denuncia, l’amministrazione ha effettivamente riclassificato alcuni prodotti a base di cannabis come categoria III, pur continuando a imporre restrizioni generalmente associate alle sostanze di categoria I e II. Queste includono quote, obblighi di licenza per l’importazione e l’esportazione e obblighi di registrazione rafforzati, in linea con le Convenzioni internazionali sul controllo delle droghe.

I querelanti sostengono che questa combinazione crea una struttura legale che non è mai stata autorizzata dal Congresso e non rientra nel quadro stabilito dal Controlled Substances Act.

La denuncia sostiene anche che le agenzie federali non hanno affrontato adeguatamente le prove relative ai potenziali rischi associati al consumo di cannabis. Il caso fa riferimento a preoccupazioni quali psicosi, disturbo bipolare, depressione, ansia, disturbi del neurosviluppo negli adolescenti, rischi associati all’esposizione prenatale, effetti cardiovascolari, guida con problemi e disturbi da uso di cannabis.

Un’altra critica riguarda il quadro medico che circonda questa decisione. Il ricorso sostiene che i medici non hanno ricevuto indicazioni dalla FDA riguardo alle indicazioni, agli standard di dosaggio, alle modalità di somministrazione, ai requisiti di monitoraggio e alle valutazioni dei rischi e dei benefici necessari per prescrivere in modo appropriato i prodotti a base di cannabis.

I procuratori generali repubblicani si uniscono all’opposizione

Quest’ultimo caso segue un altro ricorso presentato dai procuratori generali di Indiana, Nebraska e Louisiana.

Questi tre Stati a guida repubblicana sostengono che la decisione del Dipartimento di Giustizia di riclassificare la cannabis viola la legge amministrativa federale e supera l’autorità legale concessa al Procuratore Generale dalla Legge sulle Sostanze Controllate.

Nella loro petizione, affermano che l’ordine è stato adottato impropriamente, che non è conforme ai requisiti legali e che costituisce una misura amministrativa arbitraria e capricciosa. Gli Stati chiedono alla Corte di invalidare il provvedimento di riclassificazione nella sua interezza.

La sfida riflette un’opposizione più ampia tra alcuni politici conservatori che ritengono che i principali cambiamenti alla politica federale sulla cannabis debbano passare attraverso il Congresso piuttosto che attraverso l’azione esecutiva.

SAM continua la sua campagna legale

I procuratori generali degli Stati non sono soli. Alla loro azione legale si è aggiunta un’altra sfida presentata da Smart Approaches to Marijuana (SAM) e dalla National Drug and Alcohol Screening Association (NDASA).

SAM è emerso come uno degli ultimi oppositori rimasti agli sforzi di riforma della politica sulla cannabis dell’amministrazione Trump. L’organizzazione sostiene che l’ordine di riclassificazione viola sia la legge sulla procedura amministrativa sia la legge sulle sostanze controllate.

All’inizio di quest’anno, la SAM ha annunciato di aver affidato a Torridon Law, uno studio i cui membri includono l’ex procuratore generale degli Stati Uniti William Barr, il compito di contestare l’agenda dell’amministrazione sulla cannabis dopo che Trump ha firmato un ordine esecutivo che indirizza le agenzie federali ad accelerare il processo di riclassificazione.

L’amministratore delegato della SAM Kevin Sabet ha accolto con favore le azioni legali intraprese dai procuratori generali repubblicani, definendole uno sforzo importante per fermare quella che considera una misura federale illegale.

L’organizzazione ha perseguito anche altre strategie legali. Un’altra causa intentata dalla SAM per contestare un’iniziativa dell’amministrazione Trump che consente ad alcuni beneficiari di Medicare di ricevere ogni anno fino a 500 dollari di prodotti derivati dalla canapa è stata recentemente respinta da un giudice federale.

Il Congresso e i tribunali potrebbero plasmare la prossima fase della riforma

Queste battaglie legali arrivano mentre al Congresso emerge una resistenza politica. All’inizio di questo mese, una commissione della Camera ha approvato un linguaggio volto a impedire alle agenzie federali di prendere ulteriori provvedimenti per attuare la riclassificazione della cannabis.

Nel complesso, le cause legali e l’opposizione del Congresso illustrano la natura sempre più controversa della riforma della politica sulla cannabis negli Stati Uniti.

Per ora, l’ordine di riclassificazione rimane in vigore e il processo di revisione amministrativa riguardante una più ampia riforma della cannabis continua.

Aurélien ha creato Newsweed nel 2015. Particolarmente interessato ai regolamenti internazionali e ai diversi mercati della cannabis, ha anche una vasta conoscenza della pianta e dei suoi usi.

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